Dal 30 gennaio al 1° febbraio, Torino inaugura Francesissimo, il nuovo festival dedicato alla letteratura e alla cultura francesi contemporanee. Un debutto che guarda esplicitamente a Parigi, dove da dieci anni “Italissimo” racconta l’Italia d’Oltralpe, e che ora ribalta la prospettiva: è il pubblico italiano a essere invitato a esplorare il meglio della scena culturale francofona di oggi.
Per tre giorni, sotto la cura di Fabio Gambaro, Francesissimo trasforma la città in una vera e propria scena letteraria diffusa: incontri con autori e autrici, reading, cinema, spettacoli e dialoghi che intrecciano forme, linguaggi e generazioni. Grandi nomi e nuove voci convivono in un programma fitto, pensato per chi ama la letteratura come spazio di confronto vivo, non come territorio chiuso.
Si parte venerdì 30 gennaio alle 18.30 con un ospite d’eccezione: Daniel Pennac, protagonista dell’incontro inaugurale a partire dal suo nuovo romanzo “Il mio assassino” (Feltrinelli). Non solo un libro, ma una sorta di autoritratto narrativo: l’infanzia di D.P. Nonnino, futuro Capolinea Malaussène, diventa l’occasione per Pennac di mescolare autobiografia e invenzione, svelando il suo laboratorio di scrittura e le origini di uno dei personaggi più amati della letteratura europea.
La giornata di sabato 31 gennaio si apre alle 10.45 con i saluti istituzionali alla presenza dell’Ambasciatore di Francia Martin Briens.
Alle 11.30 riflettori puntati su “Milady”, con Adelaïde de Clermont-Tonnerre, vincitrice del Prix Renaudot 2025. Partendo dalla figura resa celebre da Dumas, l’autrice costruisce il ritratto potente di una donna libera, disposta a tutto pur di sottrarsi al destino imposto. Un romanzo di intrighi, vendetta e affermazione personale, in dialogo con Natalia Ceravolo.
In parallelo, dalle 11.30 alle 14.30, spazio anche al palato con il Brunch di Barney’s: menu tutto dedicato ai sapori d’Oltralpe (€26, prenotazione obbligatoria).
Il pomeriggio prosegue alle 15.00 all’Alliance Française Torino con Jean-Baptiste Andrea, Prix Goncourt 2023, che presenta “Cento milioni di anni e un giorno”. Un romanzo tra Francia e Italia, dove la ricerca di un fossile diventa viaggio iniziatico nella memoria, nell’amicizia e nel desiderio di credere alle storie impossibili.
Alle 16.30 l’incontro “Le vite degli altri tra inchiesta e invenzione” riunisce Maylis Besserie e Adrien Bosc: due romanzi che raccontano artisti celebri e irregolari – Francis Bacon e Tristan Egolf – per vie laterali, al confine tra biografia, ossessione e finzione.
Alle 18.30, cambio di registro con il reading “L’uomo che piantava gli alberi”, dal testo di Jean Giono, affidato alla voce di Mauro Bernardi: una parabola ecologista e umanissima sulla forza silenziosa delle azioni costanti.
La sera, alle 20.30, il Cinema Massimo ospita “Le royaume” di Julien Colonna, intenso racconto di formazione ambientato nella Corsica degli anni Novanta (ingresso €4).
Domenica 1° febbraio alle 11.30 si torna alla narrativa con “Quando la vita è feroce”: Marie Vingtras e Monica Acito intrecciano storie di conflitti generazionali, desideri e fragilità, in un dialogo serrato moderato da Simonetta Sciandivasci. In contemporanea, torna il brunch di Barney’s.
Alle 15.00 il tema dell’identità attraversa l’incontro “Storie d’immigrazione, radici e identità” con Hemley Boum e Nadeesha Uyangoda: romanzi che parlano di migrazioni, memoria e disuguaglianze, scavando nelle eredità che passano di generazione in generazione.
Alle 16.30 uno dei momenti più intensi del festival: “Scrittura e libertà” con Boualem Sansal, recentemente liberato dopo cinque anni di condanna in Algeria. Dal suo romanzo “Vivere”, una riflessione distopica su potere, responsabilità e sopravvivenza, che parla in modo diretto al nostro presente.
Gran finale alle 18.30 con la proiezione di “Le roman de Jim” dei fratelli Arnaud Larrieu e Jean-Marie Larrieu, delicato racconto di paternità, legami e famiglie non convenzionali.
Francesissimo continua anche oltre il weekend: fino a lunedì 2 febbraio, la Biblioteca Civica Centrale ospita la mostra “Écrire en Français. Histoires de langues, voyages de mots”, un percorso tra parole, identità e migrazioni che racconta cento autrici e autori del mondo che hanno scelto il francese come lingua di espressione.








