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Il 26 agosto l'Italia si è confermata un paese di meticci, nel senso più affettuoso del termine: secondo un report pubblicato in occasione della “Giornata mondiale del cane” e basato sui dati della community di Rover.com, uno dei principali marketplace mondiali per servizi di pet care, la razza più amata dagli italiani nel 2026 è ancora una volta una razza che tecnicamente non esiste.

Sul podio, insieme al meticcio, salgono barboncino e bassotto, mentre a completare la top five arrivano labrador retriever e bulldog francese, un risultato che mostra un Paese affezionato a cani dal carattere versatile, capaci di adattarsi senza troppe pretese alla vita quotidiana delle famiglie.

Le preferenze però cambiano forma spostandosi da una regione all'altra. In Lombardia il podio meticcio-barboncino-bassotto si allarga a golden retriever e chihuahua, nel Lazio guadagnano terreno bulldog francese e labrador, apprezzati per la socievolezza. In Campania ed Emilia-Romagna sale sul podio proprio il labrador, mentre Sicilia e Puglia si distinguono per la passione verso il jack russell terrier, compagno energico quanto instancabile, e la Calabria si differenzia ulteriormente con l'american staffordshire terrier.

La Toscana promuove il bassotto fino al secondo posto, davanti a labrador e barboncino. La top ten nazionale si completa con jack russell terrier, chihuahua, maltese e cocker spaniel inglese.

Dietro i numeri emergere un quadro di come stia evolvendo il rapporto tra italiani e animali domestici: la crescita costante delle adozioni di cani meticci e l'affetto per razze adatte alla vita familiare e agli ambienti urbani sono la testimonianza di un'attenzione sempre maggiore al benessere animale, in un contesto in cui cani e gatti avrebbero smesso da tempo di essere semplici animali da compagnia per diventare membri della famiglia, capaci di influenzare perfino le scelte di viaggio.

La Giornata mondiale del cane nasce da un'idea privata: fu istituita nel 2004 negli Stati Uniti dall'attivista per gli animali Colleen Paige, che scelse il 26 agosto in ricordo del giorno in cui la sua famiglia adottò il primo cane da un rifugio.

Gli obiettivi della ricorrenza restano da allora sostanzialmente gli stessi: ricordare l'importanza dei cani nella vita delle persone, incoraggiare le adozioni dai canili, contrastare l'abbandono estivo e aiutare a comprendere meglio i bisogni reali dei propri animali.

Ed è proprio sul fronte dell'abbandono che la giornata assume ogni anno un tono meno celebrativo. Le stime sulla popolazione canina randagia nel mondo variano a seconda della fonte, ma diversi report internazionali concordano su un dato allarmante: decine di milioni di cani vivono per strada o in rifugi, senza una famiglia stabile.

In Italia, secondo il “Rapporto Assalco-Zoomark 2026”, i cani di proprietà hanno raggiunto quota 9,1 milioni, presenti in quasi una famiglia su tre, percentuale che sale a più della metà dei nuclei familiari se si considera l'insieme di tutti gli animali da compagnia.

Nelle case italiane prevale la taglia media, seguita da quella piccola, grande e infine toy, mentre secondo il “Global Pet Parent Study” di Mars le razze più diffuse restano labrador e chihuahua, seguiti da basset, jack russell e barboncino.

Lo stesso studio conferma quanto il legame con il proprio cane sia fonte di benessere concreto per chi lo vive: quasi un proprietario su due lo descrive come motivo di grande soddisfazione, citando l'amore incondizionato ricevuto, la sensazione che l'animale completi la famiglia, il piacere della sua compagnia e la capacità di alleviare ansia e tensioni quotidiane.

È un legame che si mette costantemente alla prova proprio nei mesi estivi: una ricerca condotta da SWG per Mars rivela che quasi un pet parent italiano su due rinuncia a portare il proprio cane in vacanza, preferendo affidarlo a familiari, persone di fiducia o strutture dedicate, complice la difficoltà organizzativa di un viaggio con l'animale, dalle attrazioni turistiche spesso inaccessibili alla scarsa disponibilità di strutture ricettive realmente pet-friendly.

È proprio nel passaggio tra le partenze estive e i rientri di fine stagione che il fenomeno dell'abbandono tocca i suoi picchi. In Italia si stimano circa 55mila cani abbandonati ogni anno, di cui oltre l'80% non sopravvive al primo mese, vittima di incidenti, stenti o maltrattamenti. Il risultato è una popolazione di cani randagi compresa tra 600mila e 700mila esemplari sul territorio nazionale, con un'incidenza particolarmente critica in alcune regioni del Sud, tra cui Sicilia, Campania, Calabria e Puglia.