Si è intravisto qualche settimana fa, durante il lancio della 500e sul tetto del Lingotto, e proprio la presenza della nuova piccola elettrica di casa Fiat ha rubato la scena a tutto il resto. Ma lo Sky Drive che sta per sorgere sulla pista di collaudo dell’ex glorioso stabilimento disegnato dall’architetto Mattè Trucco, sarà un nuovo polmone verde sospeso sopra i tetti di Torino.

Un’opera di ingegneria e riconversione notevole che si è già conquistata il primato di “giardino pensile più alto d’Europa”, a ben 28 metri dal suolo, con un panorama spettacolare sulle Alpi, la collina e il centro di Torino.

A immaginare il nuovo parco un team di architetti e ingegneri guidati da Benedetto Camerana che hanno disseminato su 27mila metri quadrati di percorsi pedonali, vialetti, giardini e tanto, tanto verde. “L’area sarà dotata di un sistema di vasche ecosostenibili che raccolgono acqua e umidità per irrigare le piante. La sistemazione del verde incarnerà anche una delle sue filosofie, con la realizzazione di varie aree tematiche a seconda della loro vicinanza alle aiuole della Pinacoteca Agnelli – che le utilizzerà per attività didattiche rivolte ai più piccoli – o al ristorante che potrà utilizzarli come un orto urbano”.

A dare ispirazione allo Sky Drive di Torino l’ormai celebre High Line Park di New York, ferrovia cittadina soprelevata iniziata nel lontano 1847 per togliere dalle strade della grande mela i rischi dei treni merci, che allora sembravano aver preso gusto a scontrarsi con il numero crescente di automobili. L’abitudine a risolvere in modo drastico la situazione fu appunto la High Line: una ferrovia a dieci metri dal solo, che tolse alla 10th avenue la nomea di death avenue, la strada della morte. Correva l’anno 1929, quello della grande depressione, per capirci.

Ma con il tempo e il progresso, il tratto ferroviario è andato perdendo sempre più importanza, visto che i treni non riuscivano a star dietro al trasporto su ruote offerto dai Tir, più veloce, preciso ed efficace. Così, seguendo una parabola discendente, nel 1980 la ferrovia sopraelevata cessa definitivamente la propria attività, lasciando il dubbio su cosa farne: abbattere in diretta tivù e dimenticare, come spesso in America sanno fare, oppure pensare a qualcosa di diverso?

È a quel punto che nasce dal nulla un comitato spontaneo, la Friends of the High Line, che raccoglie 10mila firme e da allora si batte per salvare il tratto compreso tra Gansevoort e la 30th Street lanciando proposte, progetti e idee a ritmo incessante. Ma alla fine, quella che è riuscita a mettere d’accordo tutti ha preso ispirazione dalla Promenade Plantée di Parigi, quattro chilometri e mezzo di parco sopraelevato creati là dove un tempo c’era un viadotto ferroviario abbandonato.

New York si mette al lavoro, e servono dieci anni di progetti e simulazioni, ma soprattutto serve dove scovare i 150 milioni di dollari necessari alla gara internazionale Design the High Line, per arrivare all’estate del 2009, quando 210 specie fra piante e fiori, con centinaia di panchine e sdraio, occupano il primo tratto dell’ex ferrovia, dal Meatpacking District a Chelsea. Una manciata di mesi dopo, nel 2011, si tolgono le recinzioni anche alla seconda tranche, compresa fra la 20th e la 30th Street: l’operazione si completa nel 2015 con il breve tratto di intersezione tra la 10th Avenue e la 30th Street.

Ma la notizia, che lascia ben sperare per il futuro del giardino sospeso torinese, è che la High Line Park è riuscita ad attirare due milioni di visitatori ogni anno che, a loro volta, spiegano il brulicare di iniziative ed eventi, con corsi e lezioni per i bambini delle scuole al mattino, gente che passeggia e si rilassa al pomeriggio ed happy hour al tramonto, mentre a ritmo incessante intorno nascono musei, alberghi, locali, gallerie d’arte e negozi, trasformando la zona in una delle più cool della penisola di Manhattan.

La Sky Drive sul tetto del Lingotto aprirà al pubblico nel luglio del prossimo anno, in concomitanza con l’apertura di Casa 500, un museo dedicato alla vettura più amata della storia.

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