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A Pisa, gli aeroplanini di carta lanciati durante le lezioni non finiscono nel cestino, ma nelle pagine del “Guinness dei primati”. È quello che è successo a un gruppo di studenti di Ingegneria aerospaziale dell'Università di Pisa, che il 25 giugno scorso, sul palco del “WMF - We Make Future” di BolognaFiere, ha conquistato ufficialmente il titolo di aereo di carta più grande al mondo, strappandolo a un primato tedesco che resisteva imbattuto dal 2013, quello dell'Istituto Tecnico di Braunschweig.

Il velivolo, battezzato “Icarus”, non è l’aeroplanino che si piega in un minuto durante l'intervallo: apertura alare di 20,04 metri, lunghezza superiore ai 7 metri, peso complessivo di 28,5 kg, tutto realizzato esclusivamente con carta e colla, come impone il regolamento internazionale per questo genere di record.

Nel giorno della prova ufficiale, la struttura è stata issata in cima ad un'impalcatura alta sei piani con l'aiuto di due robot automatizzati, mentre un membro del team ha preso la rincorsa lungo la piattaforma per lanciarla dentro l'hangar davanti al pubblico dell'evento.

Icarus ha volato per 59 metri, ben oltre i 15 richiesti per l'omologazione, sotto lo sguardo dell'arbitro ufficiale del Guinness World Records Lorenzo Veltri, che ha certificato il nuovo primato.

Prima di arrivare a Icarus, il gruppo ha condotto simulazioni su “MATLAB” per studiare la tenuta aerodinamica delle superfici su larga scala, per poi passare alla costruzione di una serie di prototipi: “Prometeo”, primo modello strutturale, “Daedalus”, una seconda versione da 8 metri, e infine un esemplare di prova da 4 metri, utilizzato per mettere a punto le tecniche di lancio. Un percorso sostenuto anche da 16 collaboratori esterni impegnati tra produzione e supporto tecnico, oltre che dal creator e divulgatore scientifico Jakidale, che ha appoggiato e prodotto l'iniziativa fin dall'inizio comparendo tra i membri del team.

Il gruppo che ha riportato in Italia un record fermo da tredici anni è composto da Filippo De Paoli, Lorenzo Cioli, Emanuele Campinoti, Manuel Santoro, Giovanni Chiarelli, Luca Moni, Andrea Cipriano, Martina Cacciotti, Greta Ferrante, Gianmaria Ferrante, Jacopo Sardi, Dario Nista, Daniele Rusconi Braga, Dario Del Carlo e Gabriele Frediani.

Gli stessi studenti hanno ricostruito le origini del progetto raccontando di essere partiti da qualche aeroplanino lanciato per gioco tra una lezione e l'altra, quasi per scommessa: l'idea che, con il metodo giusto, anche un semplice foglio di carta potesse trasformarsi in un vero esercizio di ingegneria. Da lì sono arrivati mesi di studio, simulazioni, tentativi falliti e ripartenze, fino al risultato che ha riportato l'Italia in cima a una classifica che sembrava ormai appannaggio della Germania.