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Prendete una polpetta svedese e mettetela su un bastoncino di plastica. Non è una provocazione artistica e neanche un esperimento gastronomico, è una decisione aziendale presa da due multinazionali dopo che uno scherzo ha ricevuto troppi like per essere ignorato.

Il 1° aprile scorso Ikea ha diffuso sui social l'immagine di un lecca-lecca alla polpetta, aspettandosi qualche sorriso e altrettanti commenti. Il pubblico invece ha risposto come se aspettasse quella cosa da anni, così Ikea ha chiamato la Chupa Chups e lo scherzo è diventato realtà.

Vale la pena fermarsi un momento sulla dinamica, perché è più interessante del prodotto. Un'azienda fa uno scherzo che diventa virale, ma invece di incassare l'attenzione gratuita e andare avanti, decide di materializzare lo scherzo nel mondo fisico, creando un cortocircuito tra comunicazione e produzione che fino a qualche anno fa sarebbe sembrato strano, e oggi è diventato un modello: il pubblico non vuole solo ridere, vuole tenere la cosa in mano.

Ikea l’ha capito prima di molti altri, probabilmente perché ha una storia lunga di intuizioni di marketing che vanno dai cataloghi che citavano Breaking Bad ai calzini con i mobili stampati sopra, esauriti nel giro di poche ore.

Le “köttbullar”, il piatto più famoso dei ristoranti Ikea, sono le polpette servite con marmellata di mirtilli rossi che le addolcisce, e proprio quella nota dolce ha fornito il punto di contatto con il mondo della caramella.

Chupa Chups ha lavorato su carne e mirtillo mandando in produzione un milione di lecca-lecca in edizione limitata che da giugno verranno distribuiti gratuitamente negli store di tutto il mondo fino a esaurimento scorte.

Ci sarà, è quasi certo, chi farà la fila d chi li rivenderà online a cifre improbabili. Svezia, Giappone, Serbia, Croazia, Romania e Slovenia sono escluse dall'iniziativa, per ragioni che nessuno ha sentito il bisogno di spiegare.

Il primo assaggio è previsto questa settimana a Milano, durante il Fuorisalone. Ikea ha allestito uno spazio chiamato “Food for Thought” a Porta Venezia, in via Achille Maiocchi 7, aperto dal 21 al 26 aprile. L'installazione è curata dall'architetta Midori Hasuike e dallo spatial designer Emerzon e si articola in cinque ambienti che esplorano il rapporto tra cucina, convivialità e spazio domestico nelle diverse culture. All’interno dello spazio anche l'anteprima mondiale di tre pezzi dalla decima edizione della collezione “IKEA PS” e due lampade firmate dalla designer milanese Raffaella Mangiarotti. E poi il lecca-lecca, distribuito durante degustazioni scaglionate nel corso della giornata, con la solennità che si riserva normalmente ai vini più prestigiosi.

A dare una cornice teorica all'intera operazione arriva lo IKEA Cooking & Eating Report 2026, uno studio sui consumi alimentari globali secondo cui il 46% delle persone non resiste ai dolci, il 29% è aperto a nuovi sapori e il 40% cerca nei cibi un legame con i propri ricordi.

Javier Quiñones, Commercial Manager del Gruppo Ingka, ha parlato di “un modo originale per celebrare il nostro amore per il cibo”, frase che suona bene e non significa nulla di preciso. Dal lato Chupa Chups, Martin Hofling, Global Marketing Manager, ha spiegato che quando Ikea ha avanzato la proposta il team è rimasto subito conquistato.

D’altra parte, il contrasto dolce-salato in cucina funziona da secoli, e in questo caso la nota di mirtillo fa da mediatore tra i due mondi.