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Pochi giorni all’esodo di agosto, il tradizionale periodo che svuota le città malgrado la desertificazione sia ormai meno accentuata rispetto ad un tempo. Oggi, chi va in vacanza si distribuisce fra fine giugno e settembre, anche se il grosso è costretto ad aspettare agosto per fare le valigie.

Ma c’è chi non le farà per niente, e secondo una recentissima ricerca di facile.it commissionata a Emg Different, si parla di 8,4 milioni di persone, cifra che racchiude chi non può farle per questioni di lavoro, ma per il 69% si tratta di gente che potrà permettersi neanche un giorno per colpa di prezzi sempre più cari e della difficoltà a mettere da parte durante l’anno il denaro necessario per concedersi qualche giorno di stop.

Se può essere di magra consolazione non si tratta di peculiarità solo italiana, visto che secondo uno studio sui dati del 2023 realizzato dalla Etuc, la confederazione europea dei sindacati, 41 milioni di cittadini del Vecchio continente proveranno la stessa amara sensazione di non potersi muovere da casa per qualche giorno.

“Si tratta del terzo aumento annuale consecutivo della povertà delle vacanze e significa che il 15% di tutti i lavoratori in Europa è costretto a rinunciare alle ferie con la propria famiglia, mentre gli amministratori delegati, che oggi guadagnano più di 100 volte il lavoratore medio, prendono il sole in resort di lusso – tuona la Enuc sul proprio sito - i risultati sono il frutto di un'economia sempre più diseguale, in cui i lavoratori sono costretti a rinunce sempre maggiori a causa dell'aumento dei costi per l'alloggio, i trasporti e il cibo”.

Una situazione definita di ‘povertà estiva’ che allarma ma non stupisce: diversi studi raccontano di un +4% del costo degli alloggi, a cui aggiungere il +10% del prezzo dei treni e del 14% degli aerei, senza contare il +5 degli stabilimenti balneari. Risultano, si stima in un quasi migliaio di euro la spesa pro capite per una settimana di vacanza ad agosto, cifra che sale a 1.400 se si tratta di una località di mare qualsiasi.

“Questo ulteriore vergognoso aumento della povertà durante le vacanze impone ai politici la responsabilità di agire: l’imminente Pacchetto Qualità Lavoro della Commissione UE deve includere una legislazione urgente che sia all'altezza della crisi incettabile che la gente sta affrontando”.