IVREA - Sono ormai passati due anni da quando IUVAS (L'Istituto per le Variazioni Urbane e i Sistemi Architettonici ) incaricò l’architetto Marco Cosentino di Strambino della stesura di un bando per la pubblicazione di un volume che raccontasse Ivrea vista dal resto d’Italia.

«I tempi si sono notevolmente dilatati – spiega Cosentino- a causa della pandemia, ma non ci siamo mai fermati: la collaborazione tra gli Autori, la Casa Editrice Anteferma e il Comune di Ivrea è finalmente giunta alla stesura finale del libro».  Il risultato è una pubblicazione che mette a confronto i diversi contributi ricevuti, alternando teorie storicizzate a possibili scenari futuri per (re)interpretare in maniera attuale il secolo appena trascorso. Fisicamente il volume esiste, ora deve essere compiuto l’ultimo passo che prevede la presentazione del lavoro al pubblico. Questione non di poco conto questa: le restrizioni in merito agli eventi impongono una riflessione seria e ponderata per dare il giusto risalto ai professionisti che hanno partecipato senza però dimenticare la necessità di tutelare tutti i relatori.

L’architetto Cosentino è cauto sull’eventualità dell’ipotesi iniziale: «La prima idea è stata la presentazione nella nuova sede di Olivetti Italia. Il Centro Studi ed Esperienze ci è sembrato, sin da subito, il luogo ideale per presentare in terra eporediese il libro. Gaetano Di Tondo (Presidente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti) si era detto disponibile per la concessione degli spazi, ma ora dobbiamo vagliare l’ipotesi anche di altre modalità». La continua collaborazione tra IUVAS e Renato Lavarini sta mettendo sul piatto anche l’ipotesi di una presentazione da remoto che possa unire gli Autori in modo virtuale, ma nulla è ancora definitivo.

IUVAS si dice desideroso di concludere questo percorso sperando possa esserci un incontro fisico tra gli Autori e tutte le realtà che hanno collaborato alla stesura del progetto finale che comprende temi riferiti all’architettura, ma non solo. Conclude l’architetto Cosentino con un particolare ringraziamento a quella che – secondo lui- è stata un’esperienza arricchente nei modi e nei tempi del percorso: «La sinergia creata tra l’Archivio Storico, il Comune di Ivrea, Matteo Olivetti e tutti gli altri partner è già un traguardo. Con questo lavoro si è tornati a parlare da Ivrea e non solamente di Ivrea».

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