Galleria fotografica

Quando la carriera inizia a sfumare, quelli che si sono guadagnati la notorietà e un c/c che garantisca sonni tranquilli meglio di una camomilla, tentano di capitalizzare la propria immagine.

C’è chi si butta sull’enologia, il trend che profuma anche di ambiente, chi debutta con linee di make-up o ancora lingerie, abbigliamento, bevande energetiche naturali e via così. Un solo settore fra quelli possibili, tutti si guardano bene dall’idea di sfiorarlo: l’editoria.

Assassinato dal web, il mondo della carta stampata, fatto di giornali e riviste che profumano d’inchiostro vive da anni il periodo peggiore della propria esistenza, annaspando almeno quanto le edicole, che chiudono una dopo l’altra lasciando le città disseminate di chioschi abbandonati che mettono tristezza.

Ma in questo quadretto assai sconsolato, spunta come un fiore fra l’asfalto la scelta controcorrente di Karlie Kloss. Per chi non la conoscesse - senza farsi bastare la gallery che pubblichiamo - si tratta di una supermodella classe 1992, americana di Chicago: 189 cm di altezza, occhi verdi, capelli castani, 40 di scarpe, sposata dal 2018 con l’imprenditore Joshua Kushner, da cui ha avuto due figli, Levi Joseph ed Elijah Jude.

A 31 anni, scartando una dopo l’altra le proposte di prestare il volto all’ennesimo fondotinta illuminante, Karlie ha appena accettato l’incarico di Ceo del magazine “i-D”, rivista britannica dedicata a moda ed entertainment fondata nel 1980 dall’ex direttore artistico di “Vogue” Terry Jones e di proprietà della canadese “Vice Media Group” che lo scorso giugno ha chiesto il famigerato “Chapter 11”, la procedura consentita dalla legge americana per gestire in modo guidato il dissesto finanziario.

Per rilevare l’azienda si è fatta avanti la “Bedford Media Company”, startup di cui Karlie Kloss è presidente. E per annunciare l’operazione, il magazine è uscito con una copertina riprendendo quella del 2011 in cui era comparsa Karlie a 19 anni. Ma non basta ancora, perché iD non è la prima acquisizione della società, che aveva acquisito il controllo di “W”, mensile della scuderia “Condé Nast”.

Sia chiaro, precisano dal suo entourage, le scelte imprenditoriali per Karlie non significano l’abbandono delle passerelle e di una carriera ai vertici che ormai ha sfilato per il gotha della moda mondiale: Prada, Carolina Herrera, Paul Gautier, Valentino, Dolce & Gabbana, Marc Jacobs e altri, praticamente tutti.

Da giovanissima, Karlie aveva iniziato con la danza, ma era troppo alta per sembrare vera. Più che una sfortuna è una benedizione: un talent la nota durante un evento di beneficenza e nel 2007, a 15 anni, firma il primo contratto con la “Elite Model Management”, cedendo due anni dopo alle lusinghe della “Next Model Management”. Nello stesso anno debutta sulle passerelle per Calvin Klein, Gucci e Alexander McQueen, un vortice in crescendo di copertine passerelle la porta verso la consacrazione definitiva con l’ingresso nelle file degli “angeli” mozzafiato di “Victoria’s Secret”.

Da sempre, Karlie è molto attiva nel sociale: nel 2015 ha fondato “Kode with Klossy”, un programma educativo di informatica per adolescenti.