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Che un’idea efficace contro il caldo arrivi dalla Corea la dice lunga: il paese asiatico ha appena chiuso i conti con la sua estate più rovente di sempre, con un picco di 42,5 gradi registrato a inizio agosto nella città di Yangsan, il valore più alto mai misurato da quando esistono le rilevazioni ufficiali.

Con oltre venti località finite sotto allerta emergenza, viene da pensare che chi progetta abbigliamento anti-sole da quelle parti abbia avuto parecchi incentivi, diciamo così, sul campo. Nasce da questa esigenza, diventata impellente anche a queste latitudini l’idea di una protezione solare che non basta più in formato spalmabile, ma da indossare. Una deriva quasi inevitabile, con il sole che picchia con una costanza da rendere quasi inutile qualsiasi fattore 30.

Un rimedio promette di averlo trovato la coreana “Kiobrvhe”, che ha lanciato una giacca estiva candidata a diventare l'oggetto più utile di quest'estate.

La differenza rispetto a un normale giubbotto leggero sta nel tessuto, classificato secondo l'indice UPF (Ultraviolet Protection Factor), che non va confuso con l'SPF delle creme: l'SPF misura la protezione dai soli raggi UVB, l'UPF blocca sia UVA che UVB direttamente nella trama del tessuto, senza bisogno di riapplicazioni ogni due ore.

In Europa il riferimento tecnico è la norma EN 13758, che classifica come eccellenti i tessuti con UPF 40, 45, 50 e 50+, un valore di 50+ significa che passa meno di 1/50 della radiazione, cioè meno del 2%, contro il 95% circa che filtra attraverso una normale t-shirt di cotone chiaro.

Questa certificazione, per essere davvero verificata, richiede un test in laboratorio accreditato: sui marketplace non sempre l'indicazione UPF 50+ riportata in scheda prodotto corrisponde a una misurazione indipendente, quindi conviene prenderla come indicazione di massima più che come dato di laboratorio.

È vero, per indossarla bisogna vincere quella che sembra un’assurdità: indossare maniche lunghe mentre il termometro sfiora i quaranta gradi può apparire come una contraddizione, ma il poliestere utilizzato per questo modello è stato progettato per restare fresco al tatto e per garantire una buona traspirazione.

Il risultato è che la giacca protegge dai raggi UVA e UVB senza trasformare chi la indossa in una sauna ambulante: sotto il sole diretto il tessuto non dovrebbe scaldare, mantenendo una sensazione di frescura che normalmente si associa più al tessuto tecnico da palestra che a un capo da spiaggia.

Sul fronte estetico, Kiobrvhe ha puntato su un design urban, adatto tanto a una passeggiata in centro quanto a un'escursione o a un giro in bicicletta. Il modello è a taglia unica e disponibile in diverse tonalità pastello, con un cappuccio dotato di cerniera che una volta chiuso protegge collo e viso, e una visiera removibile, simile a quella dei cappelli da baseball, pensata per schermare gli occhi dai raggi diretti.

Le maniche hanno un foro per il pollice che le tiene ferme e protegge il dorso delle mani, mentre una serie di tasche capienti permette di portare con sé gli oggetti essenziali senza dover aggiungere una borsa. Il taglio regular e morbido lascia libertà di movimento, così la giacca può accompagnare qualsiasi attività all'aperto, dalla città al trekking, senza mai risultare un ingombro.