Galleria fotografica

Ogni giorno circa 20mila persone si accalcano davanti a un rettangolo di legno di pioppo largo poco più di mezzo metro, prima di essere spinte via dalla folla successiva.

Il Louvre, celebre museo parigino, ha deciso che questo rituale, ormai più vicino ad una corsa a ostacoli che a un'esperienza estetica, non è più sostenibile, e ha messo in cantiere un progetto da oltre un miliardo di dollari per separare definitivamente la “Gioconda”, il leggendario capolavoro di Leonardo da Vinci, dal resto del museo.

Il piano si chiama “Louvre Nouvelle Renaissance” ed è stato lanciato all'inizio del 2025, a quasi quarant'anni di distanza dal “Grand Louvre” e dalla piramide di vetro firmata da Ieoh Ming Pei che ancora oggi accoglie i visitatori.

L'obiettivo è doppio: ristrutturare le infrastrutture del museo più visitato al mondo e ripensare i percorsi interni, in modo da restituire un minimo di respiro a collezioni che negli ultimi anni sono state letteralmente sommerse dai flussi turistici. Cuore del progetto è la creazione di un nuovo spazio espositivo di circa 3.000 mq interamente dedicato al dipinto di Leonardo, pensato per separare chi entra al Louvre con l'unico obiettivo di scattare una foto alla Gioconda da chi vuole invece percorrere con calma le altre gallerie.

A vincere il concorso internazionale di architettura legato alla riqualificazione dell'ingresso storico, quello della Grande Colonnata, è stato il raggruppamento composto da “STUDIOS Architecture Paris” e “Selldorf Architects”, selezionato tra cinque team ammessi alla fase finale da una giuria presieduta dal prefetto della regione Île-de-France Marc Guillaume, con il presidente del Louvre Christophe Leribault come vicepresidente.

Il verdetto, arrivato lo scorso maggio alla presenza del sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire, ha premiato la proposta per la qualità dell'integrazione con il contesto storico e urbano del sito, oltre che per l'attenzione riservata alla chiarezza dei percorsi e alla componente verde del progetto.

Il progetto vincitore ruota attorno a un asse storico est-ovest che collega la spianata del Louvre al Colonnato, con l'obiettivo di ricucire il rapporto tra il museo e la città attraverso un nuovo ingresso pubblico più ordinato e uno spazio verde ricavato nei fossati esistenti.

Due nuove entrate sotterranee, una sul lato Senna e una su rue de Rivoli, condurranno i visitatori verso aree di accoglienza collegate sia al nuovo percorso dedicato alla Gioconda sia al resto delle collezioni, insieme a spazi rinnovati per ristorazione e libreria. Un intervento pensato anche per alleggerire la pressione sull'attuale ingresso a piramide, che secondo Leribault non può più essere l'unico varco per gestire i circa nove milioni di visitatori annui del museo.

Dietro l'operazione architettonica si nasconde anche una preoccupazione più concreta legata alla sicurezza. La nuova sala dedicata al dipinto prevede infatti un sistema di protezione rafforzato, una scelta che arriva a pochi mesi da un clamoroso furto avvenuto nella Galleria dell'Apollo, episodio che ha riacceso l'attenzione sulla vulnerabilità di alcune aree del museo davanti a flussi di pubblico difficili da controllare. Nell'ottica del Louvre, separare fisicamente la Gioconda non significa soltanto migliorare l'esperienza dei visitatori, ma anche rendere più semplice sorvegliare l'opera più fotografata e, evidentemente, più ambita del pianeta.

I lavori, dopo l'approvazione del piano generale, sono partiti solo di recente e la conclusione dell'intero progetto è fissata al 2031, un orizzonte che lascia intendere quanto la trasformazione riguardi l'intero complesso e non un semplice restyling di facciata. Nei prossimi mesi il Louvre avvierà una fase di concertazione con il personale del museo, con la Città di Parigi e con i servizi statali competenti in materia di patrimonio e sicurezza, prima di aprire il confronto anche al pubblico.

La Gioconda, da capolavoro rinascimentale, si è trasformata nel tempo in un fenomeno di massa capace di mettere in crisi l'equilibrio dell'intero museo che la ospita.