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Per quanto sofisticata sia la pronuncia, “les pissoirs” in francese sono l’equivalente dei nostri bagni pubblici. Nulla di cui andare fieri, in realtà, visto che pur partendo dal sacrosanto concetto di pubblica utilità, spesso nel tempo finiscono per trasformarsi in una terra di nessuno dove sporcizia, cattivo odore e mancanza di igiene convincono le autorità a chiuderli.

Ma a tutto c’è un’eccezione, come nel caso dei “Lavatory de la Medeleine”, bagni pubblici di Parigi considerati una delle prime ‘toilettes publiques’ di tutta l’Europa, e ai tempi un meraviglioso scrigno di eleganza in stile “Belle Époque” tipicamente parigina. Erano stati realizzati nel 1905 sul lato dell’omonima chiesa, tra Place de la Concorde e Boulevard Haussmann, nell’8° arrondissement, dalla “Porcher-Revin” prendendo ad esempio delle eleganti toilette pubbliche inglesi. E l’attenzione maniacale ai dettagli, perché Parigi non sfigurasse, era stata massima: l’architettura Art Nuveau della galleria sotterranea nascondeva un tripudio di mosaici Liberty, porte e boiseries in mogano, vetri cattedrale, maioliche, rubinetti in ottone,  una sedia da lustrascarpe e ogni singolo bagno era dotato di lavabo e specchio. Rigorosamente divisi in servizi per uomini e donne, con gabbiotto per il custode, nel 1990 i Lavatory avevano subito una trasformazione radicale: nella parte un tempo riservata alle donne erano stati inseriti due orinatoi e quella maschile trasformata in un locale tecnico.

Ma certo, lo splendore dei tempi migliori era ormai perso e i Lavatory de la Madeleine erano finiti come citazione nelle guide turistiche di Parigi, come quella firmata da Inès de La Fressange, che lo descriveva come un “Luogo più autentico di molti altri”.

Nel marzo del 2011, un’ordinanza inserisce gli storici Lavatory nella lista dei monumenti francesi, ma sembra un contentino alla decisione del comune di Parigi di chiuderli definitivamente pochi mesi dopo. Il traffico di avventori, ormai ridotto al minimo dalla presenza di locali dove poter fare “plin plin”, e il mancato rispetto degli standard di accessibilità per persone disabili previsti per legge, non giustificavano più la spesa del custode.

Ma il coro di proteste dei parigini ha convinto le autorità ad affidare alla “2theloo”, società che gestisce i bagni pubblici di Notre-Dame, del Palais-Royale e della Madeleine, i lavori di ristrutturazione per riportare agli antichi fasti “les plus élégant bains publics de France”.

Malgrado i lavori si siano rivelati più complicati del previsto per via dell’impermeabilizzazione, i Lavatory de la Madeleine hanno riaperto ufficialmente al pubblico il 14 febbraio scorso (aperti dalle 10 alle 18, ingresso 2 euro). Occorrerà più tempo per ripristinare la zona maschile - per adesso quello delle donne continua ad essere misto - adeguare l’ingresso alle persone con mobilità ridotta e riportare al suo splendore il celebre mosaico all’ingresso, compromesso dai segni del tempo e il cui delicatissimo restauro dovrebbe concludersi entro il prossimo anno.