L’idea è venuta a Brian Hackathorn, imprenditore americano che un giorno si ritrova nel centro di Manhattan senza riuscire a trovare un angolo dove poter fare una telefonata di lavoro in santa pace. Gli serviva un po’ di privacy, ma da “Starbucks” c’era troppa confusione e per strada neanche a parlarne. Da quel momento inizia a elaborare l’idea di creare piccoli “uffici on-demand” a disposizione di chiunque abbia, com’era successo a lui, necessità di qualche minuto di silenzio intorno.

Dall’idea si è passato al progetto e da quello alle Jabbrrbox che qualche giorno fa sono comparse al Terminal B dell’aeroporto “LaGuardia” di New York. Cabine che ricordano quelle del telefono, ormai quasi scomparse, dotate di una finestra verso l’esterno ma soprattutto perfettamente insonorizzate: all’interno ci si può connettere al wi-fi ricaricando ogni device. Non mancano altoparlanti e neanche un monitor che permetta di tenere sotto controllo gli orari dei voli, per non rischiare di perdere il proprio. Tutto questo per 10 dollari ogni 15 minuti, 15 per mezzora e 30 per un’ora intera.

“Abbiamo iniziato a considerare il fenomeno demografico aeroportuale come uno dei luoghi ideali per testare ‘Jabbrrbox’: gli aeroporti sono affollati di professionisti in viaggio, un popolo in perenne movimento che ha bisogno di privacy per lavorare”.

Conclusa la fase di test, gli Jabbrrbox dovrebbero arrivare ovunque: dagli edifici pubblici a tutti gli aeroporti del pianeta.

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