Messe in croce dai nutrizionisti di tutto il mondo perché considerate catene di montaggio per cibo spazzatura zeppo di calorie, grassi, zuccheri e sale, le catene fast-food stanno iniziando a reagire.
In Cina, per dirne una, sono ormai numerosi i punti “McDonald’s” in cui al posto delle sedie sono comparse delle cyclette. In realtà, ufficialmente servirebbero per ricaricare il proprio smarpthone, tablet o computer che sia, ma di mezzo c’è l’idea di costringere al movimento la clientela, almeno per smaltire i panozzi che strabordano di salse e condimenti.
Si tratta di un’iniziativa ribattezzata “The Green Charging Bike”, e secondo il colosso del fast-food “è un'esperienza all'interno del ristorante attualmente in fase di test in due sedi in Cina, progettata per ispirare comportamenti più ecologici mentre i clienti si godono i loro cibi preferiti. La bicicletta genera elettricità per alimentare dispositivi di uso quotidiano come i telefoni cellulari e fa parte del progetto “Upcycle for Good” di McDonald's China, un'iniziativa incentrata sulla creazione di prodotti con parti in plastica da materiali riciclati”.
Una campagna molto divisiva, che da una parte ha ricevuto l’approvazione di qualcuno, ma in realtà molte più critiche da quanti al contrario sono convinti si tratti di una mossa perfino un po’ maldestra di “greenwashing”: lavarsi la coscienza ben sapendo quanti danni può fare il cibo spazzatura.










