Galleria fotografica

Non solo capolavori senza tempo, piazze iconiche e siti patrimonio dell’Unesco. L’Europa, secondo il quotidiano britannico The Telegraph, nasconde anche un lato meno entusiasmante del turismo: quello delle attrazioni celebri ma deludenti, mete fotografatissime che, una volta viste dal vivo, lasciano l’amaro in bocca.

Il giornale inglese ha stilato una classifica delle 10 attrazioni europee “da evitare”, o comunque da cui è bene non aspettarsi troppo, e a sorpresa nella top ten compaiono anche due simboli assoluti del turismo italiano.

Una classifica che farà discutere e forse indignare, ma che invita a una riflessione: non sempre la fama garantisce l’emozione. E a volte, le esperienze migliori si trovano lontano dai luoghi più celebrati.

Ecco la lista, tra miti da sfatare e aspettative tradite.

10. John O’ Groats, Scozia

È il punto più fotografato del nord-est scozzese, spesso indicato come l’estremo confine della Gran Bretagna. Ma per The Telegraph è tutto un equivoco: non è mai stato il luogo più a nord del Paese, ma solo un’icona costruita più sul marketing che sulla geografia.

9. La Sirenetta, Copenaghen

Piccola, solitaria e circondata da folle armate di smartphone che fanno a spintoni per fotografarla. La statua simbolo della capitale danese si aggiudica il titolo di “epitome della delusione turistica”: troppo minuta per giustificare il pellegrinaggio di massa.

8. Giro in gondola, Venezia

Prima tappa italiana in classifica. Il fascino c’è, ma il prezzo ha un peso specifico esagerato: 90 euro per mezz’ora che secondo il quotidiano inglese non valgono l’esperienza, soprattutto in una città già soffocata dal turismo di massa.

7. La Gioconda, Parigi

Il sorriso più famoso del mondo scende al settimo posto. Non per il valore artistico, perché nessuno osa togliere nulla al capolavoro leonardesco per eccellenza, ma per l’esperienza: la visita all’olio su tavola di pioppo di 77 cm di altezza per 53 di larghezza, scrive The Telegraph, assomiglia più a un’esercitazione di sicurezza che a un incontro con l’arte, tra barriere e calca.

6. Manneken Pis, Bruxelles

La celebre statua del bambino che urina divide da sempre. Qui viene salvata a metà: una “mascotte kitsch, meravigliosamente divertente”, ma troppo piccola e insignificante per essere considerata imperdibile.

5. Reeperbahn, Amburgo

Un tempo leggendaria, oggi secondo il quotidiano inglese è una via in declino: club storici alternati a birrerie anonime e locali di striptease dall’aria stanca. Il mito della notte amburghese perde smalto.

4. Pietra di Blarney, Irlanda

La leggenda promette eloquenza a chi la bacia. La realtà, per il quotidiano inglese, è meno poetica: un blocco di pietra “antigienico”, toccato ogni anno da migliaia di visitatori per rischiare posandoci le labbra sopra.

3. Blue Lagoon, Islanda

Uno dei simboli del turismo islandese finisce sul podio delle delusioni. Più che natura selvaggia, secondo il giornale, è una spa ben orchestrata, con atmosfera da lounge aeroportuale e troppa folla.

2. Leicester Square, Londra

Cuore pulsante delle première cinematografiche, ma anche una delle piazze più affollate della capitale britannica. Per The Telegraphsemplicemente un’attrazione da evitare, lontana anni luce dall’anima e l’atmosfera autentica di Londra.

1. Il Balcone di Giulietta, Verona

In vetta alla classifica c’è la seconda meta italiana. Il motivo? Primo, non ha nulla a che vedere con Shakespeare: il poeta non visitò mai Verona e la casa non è per nulla legata alla sua storia. Secondo, la dimora dei Capuleti si trovava nei dintorni dell’Adige. Eppure resta una calamita per turisti, tanto da avere oggi un biglietto d’ingresso da 12 euro.