Il ventaglio, oggetto che per secoli ha risolto il problema del caldo con un gesto del polso, quest'estate è stato silenziosamente pensionato. Al suo posto un cilindretto di plastica che ronza, costa pochi euro e si tiene puntato sul viso senza muovere un muscolo: il mini ventilatore portatile, accessorio ufficiale di un'estate 2026 che sta collezionando temperature da record e pazienza sempre più corta.
A certificarne lo status sono stati gli spalti di Wimbledon, dove Kate Middleton e la regina Camilla si sono concesse pubblicamente un momento di refrigerio con il ventilatore puntato sul volto, trasformando in nobile un gesto da pendolare sudato. La tennista Aryna Sabalenka si rinfresca a bordo campo, la cantante Charli XCX ne fa sfoggio durante la fashion week parigina, e lo stesso identico gadget compare tra i backstage delle sfilate e sugli spalti dei Mondiali giocati in America. Un oggetto che fino a poco tempo fa veniva relegato tra i souvenir da bancarella oggi si aggira tranquillamente tra le prime file della moda internazionale.
Il mercato dei dispositivi portatili contro l'afa, secondo alcune stime, supererà il miliardo di dollari entro il 2035, sostenuto da motori ricaricabili via USB sempre più piccoli, silenziosi ed efficienti.
Gran parte della produzione arriva dal mercato cinese, il che spiega prezzi così bassi da avvicinare l'acquisto più alle logiche del collezionismo usa e getta, un po' come è successo con i Labubu.
Alla fascia base essenziale, si è affiancata negli ultimi mesi una gamma decisamente più sofisticata: modelli senza pale, dispositivi con piastre refrigeranti termoelettriche capaci di abbassare la temperatura corporea e persino ventilatori che nebulizzano acqua sul viso, fungono da power bank o da torcia, o diffondono oli essenziali.
Ci sono versioni da tenere in mano, altre da appoggiare sulla scrivania, altre ancora con supporto flessibile da agganciare al passeggino, alla bicicletta o alla sedia da campeggio, fino ai modelli indossabili che raffreddano collo e schiena senza bisogno di essere impugnati.













