C’è una lunga storia, spesso sconosciuta a tanti, che lega il mondo dell’aviazione al Piemonte. Il 13 gennaio 1909, sei anni dopo lo storico volo dei fratelli Wright, il primo nella storia dell’umanità, Aristide Faccioli decolla dall’Ippodromo di Mirafiori con il primo aereo interamente costruito in Italia. Nel 1914 la S.I.T. (Società Italiana Transaerea) si aggiudica l’appalto per la produzione di velivoli Blériot, mentre quattro anni dopo la FIAT-Aviazione inizia la produzione negli stabilimenti adiacenti all’aeroporto “Edoardo Agnelli”. Nel 1925, i fratelli Cosulich, fondatori della Sisa (Società Italiana Servizi Aerei), con tre voli postali a settimana inaugurano l’aviovia Trieste-Torino.

Sono solo alcune delle date più significative di una storia che ancora oggi continua a nutrirsi di capitoli sempre nuovi, e a cui idealmente si collega anche la nascita di SkyGate, definito un “acceleratore dedicato all’innovazione tecnologica nel settore dell’UAM (Urban Air Mobility)”. Un concetto ancora astratto, considerato uno degli obiettivi prossimi dell’umanità, reso possibile da uno sviluppo tecnologico fino a pochi anni fa impensabile, se non per i film di fantascienza, e che in un futuro neanche così lontano cambierà radicalmente la mobilità, lasciando l’asfalto per viaggiare fra le nuvole.

SkyGate, promosso dalla holding Always e DigiSky, ha l’obiettivo di creare il primo vertiporto italiano: un hub per velivoli a decollo e atterraggio verticale che trasformerà Torino in una delle prime città al mondo a vantare un sistema completo di servizi per la mobilità aerea.

Un progetto che proprio in questi giorni ha raggiunto un nuovo traguardo accogliendo la Joby Aviation, compagnia aerospaziale californiana che dopo aver sviluppato un proprio eVTOL - un velivolo spinto da quattro motori elettrici con 300 km/h di velocità massima che può ospitare fino a quattro passeggeri - ha deciso di puntare sul servizio di taxi aereo. La società avrà in SkyGate un supporto per i test di volo e per arrivare a ottenere la certificazione Easa (European Union Aviation Safety), che dopo aver conseguito la G-1 della FAA (Federal Aviation Administration), le permetterà di diventare la prima compagnia di taxi volanti al mondo certificata in due grandi continenti.

La mobilità urbana verticale sta letteralmente bruciando le tappe per proporsi come alternativa valida e sostenibile al trasporto tradizionale, con l’idea di decongestionare il traffico delle grandi città e incidere di conseguenza sull’inquinamento. Secondo alcune stime, entro il 2035 il nuovo mercato della mobilità urbana dovrebbe raggiungere i 70 miliardi di euro, con almeno 35.000 velivoli elettrici a decollo e atterraggio verticale per trasporto passeggeri operativi in tutto il mondo, insieme a centinaia di migliaia di droni.

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