Ci voleva una coppa del mondo per convincere un calciatore che il tempo, in campo, non è un diritto acquisito. Eppure per decenni lo è stato: la sostituzione all’88esimo, con la squadra in vantaggio di una rete, si trasformava in un scena al rallentatore. Il numero sul tabellone, il giocatore che annuisce lentamente, il tragitto verso la panchina a passo d’uomo battendo il cinque agli altri compagni. Adesso quella liturgia ha una scadenza: 10 secondi.
L'IFAB, il corpo che governa le regole del calcio internazionale, ha varato una serie di modifiche che entreranno in vigore ufficialmente a luglio 2026 ma che saranno sperimentate già nel corso dei Mondiali di Stati Uniti, Messico e Canada, in programma dall'11 giugno. Le novità sono sei, tre riguardano il VAR e altrettante le perdite di tempo.
La regola delle sostituzioni è la più semplice da spiegare: dopo che il quarto uomo espone il tabellone, il giocatore uscente ha 10 secondi per varcare la linea più vicina. In caso di sostituzioni multiple, il conto parte dall'ultima visualizzazione e chi non rispetta i tempi vede il proprio sostituto costretto ad aspettare un minuto intero prima di entrare: significa che di fatto la squadra gioca in dieci. Non è un'ammonizione e neanche un calcio di punizione, ma il tempo che torna a scorrere nella direzione giusta.
Analogo principio vale per i rinvii dal fondo e le rimesse laterali: cinque secondi, quindi l'arbitro invita a velocizzare, poi parte il countdown e se scade, il possesso cambia.
Un po’ più articolata è la norma sugli infortuni. Chi chiede l'intervento medico dovrà restare fuori dal campo per almeno un minuto, salvo che il fallo subìto non sia punito con cartellino, nel qual caso l'avversario ha già pagato e il calciatore può rientrare subito.
L'eccezione riguarda i portieri, che ovviamente non possono essere costretti a lasciare la porta vuota per un minuto mentre il medico gli esamina la caviglia. L'obiettivo è ridurre le scene in cui un giocatore, appena sfiorato, si rotola sul prato come se avesse subìto un torto cosmico, riceve cure per 90 secondi e poi riprende a correre come se nulla fosse. Se l'infortunio è davvero tale, un minuto fuori dal campo non è un sacrificio.
Sul fronte VAR, le novità più rilevanti sono due. La prima è che il sistema potrà intervenire per correggere un secondo cartellino giallo che avrebbe determinato un'espulsione ingiusta, situazione che chiunque abbia seguito l'ultimo Inter-Juventus di Serie A ricorda.
La seconda sono i "silent check" sui calci d'angolo. Mentre la squadra si posiziona per battere, il VAR controlla in silenzio se l'angolo è stato assegnato correttamente. Se non lo era, l'arbitro viene avvisato via auricolare e il gioco riprende con una rimessa dal fondo. Tutto questo senza interruzioni visibili e senza attesa.
C'è poi la norma sui giocatori che si coprono la bocca parlando con gli avversari. L'ultimo Congresso FIFA ha deciso che se il colloquio si svolge in un contesto conflittuale e un giocatore si copre il volto per non essere letto dal labiale, il rischio è il cartellino rosso diretto.
La misura nasce da episodi specifici, tra cui il caso Prestianni-Vinicius al Benfica-Real Madrid, con il primo squalificato per sei giornate. La logica è quella della presunzione: due persone che litigano e si nascondono la bocca non stanno scambiando opinioni sul meteo.
Il regolamento aggiunge anche l'espulsione diretta per chiunque lasci il terreno di gioco per protesta senza autorizzazione, pratica già vista nella finale di Coppa d'Africa, quando il Senegal abbandonò brevemente il campo dopo un rigore concesso al Marocco che riteneva inesistente.
Rimane sullo sfondo una variabile che nessun regolamento può governare e riguarda il tempo atmosferico. Negli Stati Uniti si applica il protocollo della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) che prevede la sospensione della partita quando viene rilevato un fulmine entro circa 13 km dallo stadio. Le squadre rientrano negli spogliatoi, gli spettatori sono evacuati verso aree sicure, e inizia un countdown di trenta minuti che si azzera ogni volta che cade un nuovo fulmine nelle vicinanze.
Già al Mondiale per Club la cosa era capitata, e l'amichevole tra Arabia Saudita e Portorico ad Austin della settimana scorsa è stata sospesa per quasi due ore.
In parallelo alle nuove regole, ai Mondiali circolano anche i compensi degli arbitri. I direttori di gara che arriveranno alle fasi finali potranno guadagnare fino a 100mila euro, cifra raddoppiata rispetto al Mondiale brasiliano del 2014.
A titolo di confronto in Serie A il fischietto più pagato di quest'anno è stato Marco Guida, con circa 180mila euro lordi annui tra fisso e gettoni. In Premier League Michael Oliver e Anthony Taylor si attestano intorno ai 250mila euro complessivi. In Spagna la Liga garantisce uno stipendio fisso di circa 145mila euro più gettoni a scalare. C'è però un dettaglio: se la nazione dell'arbitro arriva in fondo al torneo, lo stesso non potrà dirigere le partite finali.
E poi c'è il caso che riguarda Omar Abdulkadir Artan, classe 1992, miglior arbitro africano nel 2025 e primo somalo designato per una fase finale mondiale, che però non sarà al torneo. Arrivato sabato all'aeroporto di Miami, è stato respinto dai controlli doganali statunitensi e rispedito a Istanbul.
Il motivo ufficiale della US Customs and Border Protection parla di “problemi di verifica”, ma il ministro somalo Aden Anshir ha parlato di un atto che "mina l'impegno del calcio verso l'equità e il fair play".
La FIFA, da parte sua, ha chiarito che spetta al governo del Paese ospitante decidere chi entra e chi no.












