Come da tradizione, nel giorno del compleanno del “Drake”, il 19 febbraio, è stata inaugurata al “Museo Enzo Ferrari” di Modena (aperto tutti i giorni, dalle 9:30 alle 18), la mostra Ferrari Grand Tour, un viaggio tra passione e bellezza, la celebrazione della notorietà senza confini del marchio più famoso del mondo, che sin dai primi anni della sua fondazione ha saputo conquistare la scena internazionale con lo stile delle proprie creazioni.

Di questo viaggio ideale, le protagoniste sono alcune delle GT più eleganti mai prodotte da Ferrari, vetture da sogno che hanno sedotto celebrità e in qualche modo hanno legato la loro storia ad alcune fra le più affascinanti città del mondo.

Il percorso di visita attraversa cinque portali multimediali che rappresentano altrettanti città: Parigi, Londra, New York, Shanghai e Abu Dhabi. Grazie a immagini e documenti audio, evocativi del legale di Ferrari con ogni angolo del pianeta, le diverse aree permettono al visitatore di vivere un’esperienza immersiva e sono il centro di onde di energia lungo le quali si dispongono le vetture.

Parigi apre l’area dedicata all’Europa: la “Ville Lumière”, con il suo Salone Internazionale, ha spesso segnato un punto di svolta nella produzione Ferrari. Era il 1949 quando vi debuttò la 166 Inter Touring, coupé che con la essenzialità saprà dare un’impronta rilevante al marchio, seguita da altri memorabili debutti parigini come quello della Ferrari 357 MM del 1954, una one-off commissionata a Pininfarina da Roberto Rossellini per la moglie, Ingrid Bergman.

Ma sono soprattutto gli Stati Uniti, ad aver stretto un connubio di lunga data con Ferrari, passato attraverso artisti come Miles Davis e numerose stelle di Hollywood come Jane Mansfield, oltre a eventi come la “30 Million Cars Rally” del 2016 a New York, dove sfilò la 250 GT SWB del 1959, un altro dei modelli esposti. Celebre per la sua linea e un’incredibile serie di successi sportivi, secondo numerosi collezionisti rappresenta la GT per eccellenza.

Anche Shanghai è uno straordinario punto d’incontro e contaminazione fra le estetiche millenarie dell’Estremo Oriente e l’Occidente, di cui la mostra fornisce un esempio con una 599 GBT Fiorano del 2006. La carrozzeria di un esemplare fu decorata dall’artista Lu Hao secondo lo stile delle porcellane della dinastia Song, creando un’opera d’arte su ruote. In quest’area è esposta la Ferrari 612 Scaglietti che nel 2005, ad un anno dal debutto, dimostrò le sue capacità di comfort e performance in un tour di 15mila miglia attraverso la Cina. Una foto ritrae la Ferrari Portofino del 2018 nel quartiere Shibuya di Tokio, altro vibrante centro della comunità ferrarista in estremo oriente.

E ancora Abu Dhabi, la capitale indiscussa del lusso mediorientale e di una smodata passione per il Cavallino Rampante, ampiamente dimostrata dalla presenza del “Ferrari World”, il parco a tema in cui nel 2011 venne presentata la Ferrari FF, una vera rivoluzione dello stile e delle prestazioni grazie anche all’adozione delle quattro ruote motrici. L’area ricorda anche la “Cavalcade Internationale” che lo scorso anno ha celebrato il 25esimo anniversario dell’ingresso Ferrari negli Emirati Arabi, con una parata formata da oltre 100 vetture.

Il Grand Tour si conclude idealmente in Italia con la Ferrari Roma, l’ultimo capolavoro del Centro Stile di Maranello, che reinterpreta in chiave contemporanea la raffinatezza e la classe degli anni della “Dolce Vita”. Una scelta di stile e un modo di vivere non confinato al solo bel Paese che da più di 70 anni, Ferrari rappresenta e interpreta in diversi modi, in tutto il mondo.

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