Ritmo ballabile, orecchiabilità, testo facile, leggero e meglio ancora se spagnoleggiante: sono le tre regole che da decenni imperano nella gara al tormentone estivo, competizione partita all’inizio degli anni Sessanta con Pinne, fucile ed occhiali di Edoardo Vianello, anno di grazia 1962, seguito l’anno successivo dal leggendario Abbronzatissima, che nei junke-box doveva vedersela con Sapore di sale di Gino Paoli. Nel 1967 è Stasera mi butto di Rocky Roberts ad avere la meglio, mentre l’anno successivo Adriano Celentano pianta la bandiera con la leggendaria Azzurro. Si potrebbe andare avanti all’infinito - o quasi – fino ad arrivare al 1982, con il padre di tutti i tormentoni: Vamos a la playa dei Righeira, brano rimasto impigliato nella cultura pop degli anni Ottanta. Da lì in poi è stato un tripudio di Lambada (1989), Macarena (1996), Waka Waka (2010) e Gangnam Style (2012), in una galleria di successi tanto clamorosi quanto estemporanei e destinati a svanire con la stessa velocità dell’abbronzatura di fronte alle prime piogge di settembre.

Quest’anno, per non essere da meno, la corsa è iniziata addirittura lo scorso marzo con il Festival di Sanremo, che ha partorito almeno due tormentoni ufficiali: Musica leggerissima di Colapesce e Dimatino e Zitti e buoni dei Maneskin, tornata in vetta alle classifiche grazie alla vittoria dell’Eurovision Song Contest.

Nelle scorse settimane si è aggiunto un nutrito gruppo di inseguitori in formato featuring, come Rocco Hunt e Ana Mena con il reggaeton Un bacio all’improvviso, Giusy Ferreri e Takagi e Ketra (Shimmy Shimmy), Clementino e Nina Zilli (Senorita), J-Ax e Jack La Furia (Salsa), Emma e Loredana Bertè (Che sogno incredibile), Gianni Morandi e Jovanotti (L’allegria), Annalisa e Federico Rossi (Movimento lento), Carl Brave e Noemi (Makumba), Samuel e Francesca Michielin (Cinema), per finire con il trio più strambo di tutti: Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti in Mille.

E per non dimenticare nessuno, nella gara della hit da ombrellone rientrano anche Checco Zalone (La vaccinada), Sangiovanni (Malibù), Aka7even (Loca), Madame (Marea), Gaia Gozzi (Boca) ed Elettra Lamborghini (Pistolero). Perfino gli inossidabili U2, anche se in formazione ridotta Bono e The Edge, hanno scelto di unire le forze con il DJ Martin Garrix per We are the people, inno degli Europei di calcio, dai tempi di “Un’estate italiana” portatori sani di tormentoni.

Galleria fotografica

Articoli correlati