Per il Teatro Regio di Torino è l’occasione per mettersi alle spalle una lunghissima crisi, per Riccardo Muti l’ennesima dimostrazione del potere che ha su di lui un genio assoluto della musica come Wolfgang Amadeus Mozart. Il Maestro napoletano che il mondo ci invidia, dal 18 al 26 novembre porta nel più austero teatro torinese la propria interpretazione orchestrale del “Don Giovanni”, lo spettacolo di punta della stagione realizzato con la coproduzione del Teatro Massimo di Palermo e la regia di Chiara Muti.

È la storia del seduttore per antonomasia, nobile cavaliere e pura incarnazione del desiderio che pur di conquistare le donne ricorre a qualsiasi sotterfugio, compresi inganno e menzogna. Composto nel 1787, quando Mozart aveva 31 anni, su commissione dell’imperatore Giuseppe II, il “dramma gioco” è considerato uno dei massimi capolavori del compositore austriaco.

E proprio nei giorni del soggiorno torinese, il Maestro Muti, su invito della Città, del Conservatorio “Giuseppe Verdi” e dell’Associazione “Sistema Musica”, ha accettato di incontrare gli studenti delle scuole di musica.

L’appuntamento è previsto per venerdì 25 novembre alle ore 17 nella Sala Concerti del Conservatorio (piazza Bodoni), moderato da Alberto Sinigaglia, giornalista e direttore del Polo del ‘900.

Il Maestro Muti visiterà anche la Galleria degli strumenti presente nella scuola. Nel corso dell’evento sarà ricordata la “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Nel corso dell’incontro, al quale è necessario iscriversi suhttps://conservatoriotorino.smartbooking.me/eventi/ - saranno vietati scatti fotografici e riprese audio e video.

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