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Esattamente lunedì 1° giugno 2026, Norma Jeane Mortenson avrebbe compiuto cent'anni. Non li compie per via di quella notte del 1962 a Brentwood. Ma il mondo ha deciso di festeggiare lo stesso un mito che non ha bisogno dell'anagrafe per sopravvivere.

La celebrazione più spettacolare è andata in scena a Palm Springs, nel deserto californiano, dove sabato 30 maggio 1.037 persone si sono presentate travestite da Marilyn Monroe, con kit ufficiale da 75 dollari che comprendeva abito bianco a gonna plissettata, parrucca platino, occhiali da sole bianchi e calice da martini. Una squadra di parrucchieri e truccatori completava l'opera con rossetto e neo posizionato sopra il labbro, come vuole il protocollo.

Ciascun partecipante aveva al polso una fascetta con QR code: il metodo con cui i funzionari del Guinness World Records hanno certificato il numero esatto e sancito il nuovo record mondiale per il più grande raduno di sosia di un'unica persona della storia. Il precedente primato apparteneva all'Australia, ferma a 254 nel 2020.

L'evento si è svolto attorno alla statua “Forever Marilyn”, la scultura alta quasi otto metri che ritrae l'attrice nella scena più iconica di “Quando la moglie è in vacanza” (1955): vestito bianco sollevato dalla grata della metropolitana, gambe scoperte, sorriso estatico.

Un monumento che a Palm Springs è di casa da anni, in una città che negli anni Cinquanta era il rifugio estivo di Hollywood e non ha mai smesso di sentirsi parte del mito.

Il centenario non si è esaurito in un pomeriggio: l’Academy Museum of Motion Pictures di Los Angeles ha inaugurato il 31 maggio la mostra “Marilyn Monroe: Hollywood Icon”, visitabile fino al 28 febbraio 2027, con abiti originali, fotografie, lettere e copioni annotati dalla stessa Monroe. Il celebre abito rosa di “Gli uomini preferiscono le bionde” è tra i pezzi esposti.

Sky Documentaries dedica all'anniversario un nuovo documentario in tre episodi (Marilyn – C'era una volta Hollywood), frutto di oltre dieci anni di ricerca, con testimonianze di familiari mai intervistati in precedenza.

A complicare il quadro, a cent'anni esatti dalla nascita, arriva anche una clamorosa ricostruzione biografica firmata da Andrew Wilson: Marilyn Monroe non si suicidò né fu assassinata, ma morì per un errore medico.

Il libro punta il dito sul dottor Hyman Engerberg, suo medico di fiducia, e sui farmaci prescritti nelle settimane precedenti quella notte di agosto del 1962.

Un'ipotesi che rimescola decenni di teorie che spaziano a mani basse fra il suicidio, i Kennedy e i servizi segreti, e arriva in un momento in cui il personaggio pubblico e la donna reale sembrano finalmente sovrapporsi, restituendo l’immagine di una donna che fondò una sua casa di produzione, che pretese il controllo sui servizi fotografici e annotava i copioni a margine, non esattamente la bionda svampita che Hollywood aveva interesse a vendere.

Per chi preferisce i pellegrinaggi, la California offre un itinerario denso nei luoghi che furono di Marilyn. Si parte da Catalina Island, dove la futura Monroe visse circa un anno nel 1942 con il primo marito militare: il Catalina Island Museum conserva una mostra permanente di fotografie di quel periodo.

Si approda a Los Angeles, all'Hollywood Roosevelt Hotel dove alloggiò da giovane modella e dove realizzò uno dei suoi primi servizi fotografici importanti. Si passa per il “Musso & Frank Grill” e il “Formosa Café”, i ristoranti dell'età d'oro, e per il “Rainbow Bar and Grill” dove incontrò per la prima volta Joe DiMaggio.

Si finisce al 12305 di Fifth Helena Drive, Brentwood, la villetta in stile hacienda messicana acquistata nel 1962 per 90mila dollari, oggi monumento storico-culturale ufficiale di Los Angeles protetto dalla demolizione e conservato nella memoria collettiva come quasi nessun altro indirizzo della storia del cinema americano.

A Palm Springs, nel weekend dal 29 maggio al 1° giugno, il Plaza Theatre ha ospitato “Marilyn 100: A Centennial Film Celebration”, rassegna di quattro suoi film, a San Francisco si è ricordato il matrimonio con DiMaggio del 1954, cerimonia civile al City Hall con fotografie di rito davanti alla Saints Peter and Paul Church.

Per finire con la tappa più commovente di tutte: una visita al “Pierce Brothers Westwood Village Memorial Park”, il piccolo cimitero dove Marilyn Monroe riposa in un piccolo e umile loculo di marmo rosa lungo il “Corridor of Memories”.