Il ministero delle Infrastrutture ha messo in consultazione 15 ipotesi di revisione del Codice della strada, coinvolgendo oltre cento tra operatori e associazioni di settore: un pacchetto che tocca automobilisti, motociclisti, rider, disabili e camionisti, con l'obiettivo di arrivare a un testo il più vicino possibile alle esigenze di chi guida, con la sicurezza in cima alle priorità. Il testo definitivo dovrà arrivare in Consiglio dei ministri entro metà ottobre, termine ultimo di una delega legislativa già prorogata una volta.
La novità che farà più discutere è l'abbassamento dell'età minima per la patente B a 17 anni, in recepimento di una direttiva europea. Il meccanismo non prevede un liberi tutti immediato: chi ha già la patente A1 o B1 potrà guidare accompagnato a 16 anni, mentre i mezzi pesanti senza rimorchio, che normalmente richiederebbero la C1 o la C, potranno essere condotti a 17 anni con patente B e carta di qualificazione del conducente.
C'è anche una scappatoia pensata per tamponare la carenza di autisti professionali nel Paese: guidare un mezzo che richiede la patente C anche senza la Cqc, a patto di essere iscritti a un corso di qualificazione iniziale.
Cambia radicalmente anche il calcolo delle multe per eccesso di velocità, che diventerebbe progressivo e proporzionale alla gravità dell'infrazione. In autostrada l'ipotesi prevede 10 euro in più per ogni km/h oltre il limite: chi supera di 10 chilometri paga 100 euro, chi sfonda di 40 arriva a 400. Sulle strade urbane con limiti a 30 o 50 il moltiplicatore scende a cinque euro per chilometro eccedente.
Sparisce inoltre l'adeguamento automatico biennale delle sanzioni all'inflazione, che scatterà solo quando la variazione dei prezzi al consumo supererà il 5%, con decisione affidata ad un decreto interministeriale.
Tra le proposte più dirompenti nella vita quotidiana di chi guida c'è la legalizzazione del sorpasso a destra in autostrada, attraverso l'introduzione della circolazione per file parallele nei tratti a tre corsie delle autostrade e superstrade. Una regola che per decenni è stata sinonimo di guida scorretta, e richiederà probabilmente una campagna di comunicazione capillare, visto che buona parte degli automobilisti italiani ha imparato l'esatto contrario sui banchi della scuola guida.
Più tutele sono previste per gli utenti più esposti: i motociclisti potranno usare la corsia di emergenza in caso di incidenti o forti rallentamenti, garantendo sempre il passaggio dei mezzi di soccorso, e vedranno dimezzate le sanzioni per la sosta vietata sulle due ruote. Per i cicli a propulsione usati dai rider delle consegne a domicilio scatterebbero obbligo di casco e contrassegno, distinguendoli finalmente dalle biciclette a pedalata assistita.
Sul fronte assicurativo la linea è decisamente dura: controlli rafforzati tramite le banche dati della Motorizzazione, introduzione del divieto di marcia digitale e sequestro diretto del veicolo al primo controllo su strada per chi non regolarizza la propria posizione.
Le ipotesi allo studio includono il raddoppio delle sanzioni principali per chi circola senza copertura, un incremento della decurtazione punti da cinque a sette e una sospensione breve della patente fino a 15 giorni, oltre a una task force dedicata alla Motorizzazione civile con uno stanziamento annuo di due milioni di euro.
Ma non tutte le novità vanno nella direzione dell'inasprimento, il termine per la notifica dei verbali relativi agli accertamenti da remoto scenderebbe da 90 a 30 giorni, e si lavora a una disciplina più semplice per l'autotutela, per rendere meno complicato chiedere l'annullamento dei verbali sbagliati nei casi di piccoli errori di pagamento.
Capitolo a parte per gli automobilisti stranieri: il testo prevede la possibilità di recuperare le sanzioni non pagate fino a cinque anni dopo la violazione, con riscossione coattiva applicabile a chiunque si trovi a circolare in Italia alla guida del veicolo con cui è stata commessa l'infrazione.
Cambia infine la destinazione dei proventi delle multe, che per il 70% dovrebbero tornare all'ente proprietario della strada per investimenti in sicurezza e per il 30% all'ente accertatore per controlli e notifiche. Si introduce inoltre l'obbligo per i Comuni di aderire alla piattaforma Cude per il contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità, pena l'impossibilità di usare i dispositivi di accertamento a distanza per le violazioni legate a sosta riservata e Ztl.













