Comunque la si giri, la Pasqua, la festa “mobile”, com’è definita per la caratteristica di non disporre di una data fissa, è un’occasione di festa, con profondi legami religiosi e intrisa di simboli, ma con un finale – come spesso accade – dalle forti valenze gastronomiche.

In Germania, l’usanza delle uova si trasforma in una sorta di caccia al tesoro per i più piccoli: a loro spetta il compito di cercarle per casa, scovando dove i genitori le hanno nascoste. In tutto il paese non mancano i grandi falò, rigorosamente accesi con mezzi naturali e le cui ceneri sono sparse nei campi in segno propiziatorio per i raccolti.

Giorni di digiuno precedono le celebrazioni pasquali in Grecia. Il culmine si raggiunge la sera di Pasqua, quando i fedeli raggiungono le chiese con delle candele spente che vengono accese all’interno degli edifici sacri e riportate a casa in onore del Cristo risorto. Sulle tavole è tradizione la “soupa mayeritsa”, uova colorate, pane e la “marghiritsa”, zuppa di interiora d’agnello.

In Inghilterra, dove è ancora viva l’antica tradizione del “Royal Moundy Gifts” (borse di denaro donate ai poveri), il dolce per eccellenza sono gli “hot-cross buns”: sorta di brioche calde con cannella e uva passa, sormontate da una croce di glassa che ricorda l’estremo sacrificio di Gesù.

Otto sono i giorni in cui si articolano le festività pasquali in Israele: in famiglia si legge l’Haggadà, il libro dei riti, e in attesa della Pasqua si mangia solo pane azzimo. Anche la cena è altamente simbolica: erbe amare, pane, agnello, uova e “charoseth”, una marmellata che simboleggia la malta con cui gli schiavi costruivano i mattoni.

Il giovedì Santo, in Messico, i fedeli hanno l’obbligo di visitare sette chiese diverse, in attesa del rogo di Giuda, in cui si dà fuoco ad una figura di cartone. Il principe della Pasqua messicana è l’uovo: i “cascarones”, o gusci, sono riempiti di coriandoli e rotti sulla testa degli amici in segno di augurio.

La “Procissão do Ecce Homo”, in cui sfilano uomini scalzi e incappucciati, apre le celebrazioni pasquali del Portogallo. Sulle tavole, al termine dei riti tradizionali, spuntano agnello, polpette, uova, mandorle e le “Arrufadas”, panini dolci ricoperti di cocco.

La Pasqua ortodossa, che inizia a Sagorsk, sede del Patriarca di Mosca, dà il via alle celebrazioni pasquali in Russia. La tradizione vuole che il pranzo del giorno di Pasqua si consumi al cimitero, sulla tomba di un parente defunto, mentre alla sera si festeggia in casa mangiando “Pabcha” e “Kulitch”, un dolce simile al panettone.

Nel tempo, la tradizione delle palme in Spagna è cambiata: un tempo le foglie venivano conservate al buio, oggi si sono trasformate in decorazioni per i dolciumi. L’evento più seguito va in scena a Siviglia, con le processioni dei penitenti incappucciati che portano a spalle le statue sacre. Nella regione della Catalogna è usanza consumare la “Mona”, una torta decorata con uova e cioccolato.

La parata di New York è uno dei momenti clou delle celebrazioni pasquali negli Stati Uniti. Oltre alla caccia all’uovo o coniglietto di cioccolato, una tradizione radicata è l’egg roll: una gara di abilità per uova sode, fatte rotolare sui prati della Casa Bianca, a Washington.

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