Non poteva cadere in un momento più complicato, come quello attuale, il 26 giugno, Giornata Mondiale del Cane in Ufficio. Nata alla fine degli anni ‘90 nel Regno Unito come Take Your Dog to Work Day, e adottata anche in Canada, Australia, Nuova Zelanda e Israele, quest’anno a complicarne le celebrazioni arriva un momento storico piuttosto particolare, in cui il concetto di smart working ha quasi sostituito per intero la vita in ufficio che era la pura normalità fino a pochissimi mesi fa. Secondo calcoli recenti, 8 milioni di italiani continuano a lavorare da casa, senza sapere quando e se potranno ritrovare la loro scrivania.

Diventata popolare ovunque, la giornata in cui è concesso di portare il proprio cucciolo sul posto di lavoro nasce dalla consapevolezza molto anglosassone dei benefici della presenza animale, traducibili in maggior produttività e serenità fra colleghi, oltre ad un senso di riconoscenza verso l’azienda stessa. Diversi casi, negli anni, raccontano di situazioni assai delicate nei rapporti fra colleghi d’ufficio risolte di colpo grazie alla presenza benefica dei cuccioli fra le scrivanie.

Nel 2017, l’anagrafe canina contava quasi 7 milioni di cuccioli nelle case degli italiani, e nel tempo l’approccio delle aziende è cambiato parecchio. Ma per il 91% delle aziende che ancora oggi vietano l’ingresso agli animali, molte altre sono diventate pet-friendly, concedendo addirittura giorni di congedo retribuito ai dipendenti in caso di visita veterinaria o malessere del cane, alla stessa stregua di un componente familiare.

Secondo un’indagine, il 75% dei lavoratori che possiedono un cane sarebbe favorevole a portarlo in ufficio, e il 46% lo farebbe ancora più volentieri se nell’ambiente lavorativo fossero attrezzate aree dedicate ai cuccioli.

Va da sé, come forma di rispetto verso il prossimo, che il cane da portare in ufficio dev’essere in grado di conservare una certa tranquillità, senza abbaiare e diventare minaccioso verso i colleghi. Il cucciolo va anche pulito e spazzolato, e la pausa caffè – per una volta – va sostituita con un piccolo giretto per i bisognini e per sgranchirsi le zampe.

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