Supponiamo che qualcuno vinca un’estrazione milionaria del Superenalotto o qualche altro concorso a premi. Trattandosi di una persona economicamente-normodotata, dopo aver estinti mutui ed eventuali altre pendenze, arriva il magico momento degli sfizi, i sogni che finalmente possono diventare realtà.

Statisticamente, per quanto i casi siano assai rari, uno dei primi riguarda l’auto. Basta con le cilindrate 1.0 a tre cilindri che non camminano neanche in discesa, per far spazio ad una dreamcar, con il marchio Ferrari in pole position.

Beh, è proprio quello il momento che può riservare brutte sorprese, perché non basta arrivare in un concessionario seminando banconote ad ogni passo per essere accontentati. Esistono regole assai precise e molto rigide necessarie per entrare nel novero dei clienti Ferrari, e soprattutto per restarci.

Lo sa bene quel tipino di Justin Bieber, “bannato” dalla Ferrari perché colpevole di aver abbandonato la sua “458” del 2015 per oltre due settimane, per di più scordandosi anche dove l’aveva parcheggiata. Non contento, l’artista canadese avrebbe completato il sacrilegio facendola dipingere di blu elettrico per poi metterla all’asta. Esattamente tutto quello che non si può fare, pena la scomunica perpetua dalla clientela di Maranello.

La regola dell’acquisto si fa ancora più restrittiva quando si tratta dei modelli limitati a pochi esemplari, per preservarne valore e prestigio, al pari di una bottiglia di vino di una grande annata. Per acquistarne una costituisce via privilegiata possedere un bel garage virato in Rosso, meglio ancora se dall’alto valore collezionistico e ovviamente privo di qualsiasi tentazione after-market che non sia ufficiale Ferrari.

Pare ad esempio che i 499 possessori della Monza SP1 e SP2, siano diventati di conseguenza proprietari anche della Daytona SP3. Un giochino che nel primo caso significava una spesa di circa 1,5 milioni di euro, diventati 2 nel secondo: ma questo per qualcuno non è un problema, tanto è vero che spesso quando il mondo scopre le prime immagini di un nuovo modello, viene anche a sapere che tutti gli esemplari sono già stati prenotati e venduti, ancora prima di essere prodotti.

Per il resto, le regole di ammissione alla clientela Ferrari sono una sorta di programma fedeltà per pochi eletti, che premia i possessori più affezionati. Il contratto d’acquisto si preoccupa anche della possibile insoddisfazione del cliente dando come prioritario il concessionario, che occupandosi del ritiro rimette sul mercato il modello riconsegnato. Una regola caldamente consigliata ma che per via delle leggi sul commercio non può essere un obbligo, provocando l’irritazione di Maranello seguita, nel caso, da qualche ripercussione per il cliente.

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