Galleria fotografica

Quarantadue abitanti, un rifugio, una pizzeria e diciassette borgate. Macra, Media Valle Maira, quota 900 metri, è al quarto posto tra i comuni meno popolati d'Italia secondo l'Istat. Nel 2028 festeggerà il centenario dalla sua fondazione, e potrebbe anche essere l'ultimo.

È il volto più estremo di una crisi che i numeri rendono drammatica: nel 2025 il Piemonte ha registrato 53.019 morti e 23.839 nati, e nei piccoli centri di montagna, lo squilibrio diventa un conto alla rovescia.

Su 1.180 comuni piemontesi, 590 hanno meno di mille abitanti. Moncenisio, provincia di Torino, ne conta 30.

Le province più esposte sono Cuneo, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli, classificate a rischio “molto alto”. Biella detiene un primato che nessuno vuole: è la provincia più anziana del Piemonte, con un'età media di 50,4 anni, e in dieci anni ha perso il 6,8% della sua popolazione. Vercelli segue con 49,6 anni di media e -5,2%, Alessandria, Asti e Torino si collocano in una fascia di rischio tra “medio” e “alto”.

I numeri, presi singolarmente, raccontano poco. Quello che raccontano davvero è un’età media che supera i 50 anni, borgate quasi deserte da ottobre ad aprile, scuole accorpate, sportelli bancari chiusi, farmacie aperte a giorni alterni, medici di base che non si trovano. “A fare la differenza sono i servizi dedicati alla persona”, dice Eugenia Mercuri, ricercatrice in Sociologia all'Università di Torino. Trasporti, strutture mediche e punti di riferimento quotidiani, dove esistono, i comuni tengono, ma quando scompaiono, si innesca una spirale: meno residenti, meno servizi e ancor meno ragioni per restare.

Esiste un'isola felice: il Novarese. Rischio “basso”, +4,2% di popolazione nell'ultimo decennio, età media di 46,8 anni, la più giovane della regione. Il motivo è geografico, con la vicinanza a Milano e il pendolarismo verso il capoluogo lombardo. Il Torinese segna un modesto +1%, trainato dal capoluogo e dalla sua area metropolitana.

Come se non bastasse, su questa fragilità si abbatte anche un problema burocratico: una riforma nazionale ha ridisegnato i criteri per classificare un comune come “montano” (altitudine, popolazione, caratteristiche territoriali) e il risultato è che oltre cento amministrazioni locali piemontesi rischiano di perdere lo status, che significa rinunciare a fondi, agevolazioni, contributi per i servizi pubblici e incentivi contro lo spopolamento. In pratica, territori in difficoltà privati degli strumenti pensati per aiutarli.

Otto sindaci piemontesi su quindici esclusi si sono presentati davanti a Montecitorio per un sit-in il giorno della prima udienza al Tar del Lazio, dove è stato depositato un ricorso unitario che coinvolge oltre 600 comuni in tutta Italia.

La riforma ha permesso a Cuneo e Biella di restare tra i comuni montani mentre altri sono stati esclusi. Il presidente della provincia alessandrina Gigi Benzi parla di “una questione di opportunità”, ricordando che la montanità è cosa diversa tra Alpi e Appennini, e che i criteri uniformi faticano a catturare la differenza.

Qualcuno cita il modello Riace come laboratorio da cui ripartire: un comune calabrese che ha invertito lo spopolamento attraverso l'accoglienza di migranti, trasformandoli in nuovi residenti stabili. Applicarlo ai piccoli centri piemontesi richiederebbe “un investimento politico ed economico” che finora non c'è stato, ma i casi in cui ha funzionato dimostrano che un paese con trenta abitanti non è necessariamente già perduto.

I COMUNI A RISCHIO ESTINZIONE

Provincia di Torino

Moncenisio, Ingria, Ribordone, Noasca, Ronco Canavese, Valprato Soana, Ceresole Reale, Usseaux, Massello, Salza di Pinerolo, Pramollo, Fenestrelle, Perrero, Ala di Stura, Balme, Groscavallo, Lemie.

Provincia di Cuneo

Briga Alta, Marmora, Macra, Castelmagno, Elva, Canosio, Acceglio, Argentera, Paroldo, Roascio, Igliano, Mombarcaro, Battifollo, Lisio, Pamparato, Viola.

Provincia di Biella

Piedicavallo, Rosazza, Campiglia Cervo, Sagliano Micca, Callabiana, Valdilana.

Provincia di Vercelli

Cervatto, Sabbia, Carcoforo, Rassa, Rimella, Fobello.

Provincia del Verbania Cusio Ossola

Gurro, Valstrona, Formazza, Baceno.

Provincia di Alessandria

Carrega Ligure, Denice, Malvicino, Montacuto, Cabella Ligure.

Provincia di Asti

Olmo Gentile, Roccaverano, Serole, Mombaldone.

Provincia di Novara

Cavaglietto, Barengo, Cureggio.