Pontechianale, poco più di cento anime in valle Varaita, il 25 e 26 luglio si trasforma nel crocevia istituzionale delle Alpi occidentali. La Regione Piemonte porta qui la terza edizione della “Festa delle Alpi – Fête des Alpes”, con l’idea di mettere sul tavolo il futuro delle terre alte, in dialogo diretto con la Francia, a pochi chilometri dal confine. Non è un caso che alla terza edizione arrivi proprio in un borgo di frontiera: la vicinanza al Colle dell'Agnello, valico storico tra Piemonte e Queyras, è una parte consistente del messaggio.
Il programma è un mosaico che tiene insieme diplomazia, sport, gastronomia e spettacolo. Al mattino di sabato si firma un accordo di cooperazione transfrontaliera nato dal progetto Interreg Italia-Francia “ALCOTRA A Mont”, un passaggio che formalizza anni di lavoro condiviso tra i territori alpini dei due versanti. Subito dopo si taglia il nastro al Colle dell'Agnello, gesto simbolico che apre ufficialmente la Festa.
Il pomeriggio si divide tra talk istituzionali e spettacoli del “Festival Mirabilia”, trekking guidati verso Chianale, uno dei borghi inseriti tra i più belli d'Italia, e degustazioni di formaggi e marmellate, con uno show cooking dedicato alle ravioles della Valle Varaita, piatto identitario del territorio.
Chi cerca il lato più fisico della montagna trova acqua, bici e arrampicata al “Villaggio Active” tra il Lago Castello e Pontechianale, curato dalle federazioni sportive di riferimento insieme al “Collegio delle Guide Alpine”.
Per i più piccoli è prevista una lettura animata, mentre la sera si chiude con uno spettacolo di circo contemporaneo firmato dall'Associazione Culturale “Ideagorà”.
Domenica il ritmo si sposta sulle escursioni, con due proposte che raccontano volti diversi della montagna: al Lago Blu di Chianale, con il Monviso sullo sfondo, e nel bosco dell'Alevè, uno dei lariceti più estesi d'Europa, meta di una gita naturalistica. Nel corso della giornata tornano anche i tour guidati a Chianale, i laboratori musicali per bambini e un ulteriore turno di spettacoli del Festival Mirabilia.
Ma l'appuntamento politicamente più rilevante arriva nel primo pomeriggio, alle 14, quando la Regione consegna per la prima volta il “Premio Nuove Alpi”: nove progetti di chi ha scelto di trasferirsi in montagna e costruirci un'attività, riconosciuti come modelli di ripopolamento. Un riconoscimento pensato per avere continuità negli anni, con l'obiettivo di rafforzare il tessuto sociale delle valli piemontesi e di dare visibilità a chi ha deciso di scommettere sulla montagna in un momento storico in cui lo spopolamento resta la minaccia principale di questi territori.
L'impostazione della due giorni vuole dare voce a donne, giovani e nuovi abitanti, a chi la montagna la sta reinventando dal basso, spesso fuori dai riflettori. Lo dimostra il talk di domenica mattina che mette in dialogo le donne di montagna piemontesi con quelle della Carnia, un confronto tra esperienze lontane geograficamente ma vicine nelle sfide quotidiane, o il panel di sabato dedicato ai custodi delle Alpi, che raccoglie testimonianze di chi presidia il territorio tra agricoltura, artigianato e servizi essenziali.
C'è spazio anche per l'incontro che affronta di petto il tema più scomodo, quello del cambiamento climatico sulle terre alte, non una minaccia astratta ma variabile che sta già ridisegnando l'economia e la vita quotidiana delle valli alpine.
Alle 15 di domenica arriva il secondo grande annuncio dell'evento: l'anteprima della guida “Lonely Planet – Il Piemonte delle Alpi”, curata da Denis Falconieri su impulso dell'Assessorato regionale allo Sviluppo e alla Promozione della Montagna.
Uno strumento pensato per collocare le montagne piemontesi tra le destinazioni di riferimento del turismo sostenibile europeo, intrecciando itinerari, paesaggi e comunità locali.
Dietro l'organizzazione, oltre alla Regione e a Visit Piemonte, si muove una rete ampia che comprende la Provincia di Cuneo, la Camera di commercio, l'Unione Montana Valle Varaita, i Comuni di Pontechianale e Molines-en-Queyras, i dipartimenti francesi di Savoia e Hautes-Alpes, la Région Sud-Provence-Alpes-Côte d'Azur, insieme a fondazioni bancarie, enti culturali e sportivi, tra cui la Fondazione CRC, la Cassa di Risparmio di Saluzzo, l'UNCEM e la Fondazione Emile Chanoux. Un elenco che racconta quanto l'operazione punti a diventare un appuntamento strutturale e non un episodio isolato nel calendario estivo piemontese, capace di tenere insieme diplomazia, promozione turistica e politiche per l'insediamento in montagna.













