L’appuntamento è per oggi alla 16:30, quando apriranno i cancelli del Sefton Park di Liverpool, la città dei Beatles che sta diventando la capitale mondiale dei test su cui provare esperimenti diversi sulla strada del ritorno alla normalità.

Al grande parco a sud di Liverpool, patria del pop britannico, sono attese 6.000 persone per assistere al concerto dei Blossoms, band indie/rock britannica composta da cinque elementi. Gli spettatori, esclusivamente residenti in città e nelle zone limitrofe, saranno liberi di muoversi senza limitazione alcuna: né mascherine né distanziamento sociale. Insieme al biglietto di ingresso (29,50 sterline), i partecipanti anno l’obbligo di presentare un test covid negativo realizzato entro le 72 ore precedenti e di sottoporsi entro i 5 giorni successivi all’evento ad un nuovo controllo.

A precedere il concerto è stata una serata in discoteca al “Circus” aperta a 3000 persone, tutte residenti nella contea metropolitana del Merseyside: anche in quel caso nessuna restrizione e massima libertà di consumare bevande, ballare e divertirsi senza preoccuparsi di nulla.

Non è follia o incoscienza, ma piuttosto di un serissimo programma voluto dal governo di Boris Johnson dopo che nel Paese sono state vaccinate 35milioni di persone. Il piano, illustrato in una conferenza stampa dal ministro della cultura britannico, Oliver Dowden, fa parte di una fase di valutazione necessaria per arrivare all’obiettivo di tornare alla normalità pre-covid, valutando se e come aumenterà la trasmissione del virus sui partecipanti: “Siamo ad un passo dall’estate e testare diverse situazioni è la chiave per tornare alla normalità. Ci auguriamo che non passi troppo tempo per dare il via libera a spettacoli e concerti”.

La fase dei test ha preso il via con i campionati mondiali di Snooker, in programma fino al 3 maggio al “Crucicle Theatre” di Sheffield, con ingresso consentito ad un massimo di 1.000 spettatori al giorno.

Ma il Regno Unito non è l’unico ad aver varato un programma che punta a valutare quanto la vaccinazione stia realmente bloccando il virus. Nei giorni scorsi, sono stati diffusi i risultati di un altro esperimento simile, questa volta organizzato in Spagna. Il 27 marzo scorso, 5.000 persone hanno assistito ad un concerto della band rock/indie “Love of Lesbian” ospitato al “Palau de Sant Jodri” di Barcellona. Ai partecipanti era stato chiesto un test antigenico e all’ingresso ad ognuno era stata consegnata semplicemente una mascherina FFTP2: per il resto, ognuno era libero di muoversi e ballare, senza alcun distanziamento fisico. L’unica accortezza, un potente sistema interno di ricambio dell’aria.

Tutti i partecipanti, registrati al momento della prenotazione, sono stati monitorati nei 14 giorni successivi per verificare l’insorgere di sintomi da Covid e i risultati finali sono molto incoraggianti: 6 positivi lievi e asintomatici sulle 4.592 persone del pubblico. In più, per 4 dei positivi è stato accertato che il motivo del contagio non era il concerto, ma soprattutto che nessuno dei 6 ha trasmesso il virus ad altri. Tradotta in numeri, un’incidenza pari a 130,7 casi ogni 100mila abitanti, la metà di quella registrata a Barcellona nella stessa fascia d’età e nei medesimi giorni.

“I risultati ci permettono di escludere che il concerto sia stato un evento di super trasmissione del virus”, hanno commentato in una conferenza stampa i responsabili della Fondazione Lotta all’Aids e del reparto di malattie infettive dell’ospedale Germans Trias i Pujol, che hanno seguito e analizzato i dati.

A breve dovrebbero arrivare anche i risultati del Lowland, un festival musicale di due giorni ospitato a Biddinghuizen, nelle vicinanze di Amsterdam, che ha radunato 1.500 persone, molte meno del solito, ma il numero è stato contingentato. Non si sa mai.

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