Si chiama “Solastalgia”, ed è uno stato malessere psichico secondo gli esperti sempre più diffuso, strettamente legato ai cambiamenti climatici. Uno stato definibile come un mix fra il senso di impotenza e quello di perdita che si prova assistendo inermi al declino del pianeta Terra, minacciato e deciso a presentare il conto sotto forma di calamità naturali. L’ultima, l’impressionante alluvione che ha colpito la Germania, preceduta dalle ondate di calore killer del Nordamerica.

A coniare il termine, ormai ampliamente utilizzato anche dall’OMS, è stato il filosofo australiano Glenn Albrecht nel 2013, tentando di dare una definizione al senso di nostalgia verso un luogo che si continua a frequentare, ma sottoposto a mutamenti repentini. “È un tipo di nostalgia di casa o malinconia che provi quando sei a casa e il tuo ambiente familiare sta cambiando intorno a te in modi che ritieni profondamente negativi”.

Albrecht l’ha usato per la prima volta per descrivere il sentimento provato dagli abitanti della Upper Hunter Vally, in Australia, letteralmente sfrattati dall’invasione di industrie per l’estrazione del carbone. Ma è lo stesso provato dagli indiani d’America quando le loro riserve sacre sono state espropriate e trasformate dagli uomini bianchi, e loro stessi ridotti a vivere in piccole porzioni di terra. Stress che sul medio e lungo periodo si trasformano in disagi psichici che spesso portano verso alcol, droghe e suicidi.

Diversi studi scientifici si sono occupati di Solastalgia quando ancora il termine non esisteva, ma il disturbo sì. Nel 2007, uno studio condotto su bambini americani di età compresa fra 10 e 14 anni, aveva dimostrato che oltre la metà era in ansia per il riscaldamento globale. E lo stesso risultato era emerso in una ricerca realizzata a New Orleans dopo il devastante uragano “Katrina”: oltre al raddoppio dei casi di suicidio, centinaia di persone si erano rivolte alle strutture mediche accusando disturbi ricorrenti come ansia e depressione. Un esempio ben noto è il caso di Greta Thunberg, la celebre paladina ambientale svedese che ha deciso di difendere le sorti del pianeta dopo aver visto in televisione un documentario che le ha cambiato la vita per sempre.

I sintomi del malessere, che può colpire chiunque, compresi anziani e bambini, sono soprattutto sentimenti come il dolore, la nostalgia, l’alienazione, la depressione, l’ansia e il senso di perdita, in grado di trasformarsi in disturbi del sonno, aggressività e rabbia.

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