Camminare fa bene, lo dicono la scienza e la medicina da tempo: secondo l’OMS 10mila passi al giorno assicurano salute e tonicità. Ma attenzione, perché c’è un’aggiunta importante: pare che camminare all’indietro faccia ancora meglio.
La pratica del “Retro Walking”, che spopola negli Stati Uniti ma in realtà nata più di 5.000 anni fa in Cina, dov’era parte del “Qi Gong”, disciplina che aveva come obiettivo il riequilibrio del corpo, è stata riportata in auge da uno studio della “National Library of Medicine”, giunto alla conclusione che per ritrovare la forma sono sufficienti 30 minuti al giorno di retro-walking, grazie alla capacità di tonificare i muscoli, migliorare le funzioni cognitive e mantenere in salute polmoni e cuore. Non da ultimo, una mezzora di camminata all’indietro può essere una mano santa per chi soffre di dolori muscolari o articolari.
Per chi si chiede cosa cambia con la camminata la risposta è presto detta: correre fa bene, ma mette in moto soltanto alcuni muscoli, che al contrario la retro-walking include. Si parla di quadricipiti, polpacci e muscoli posteriori delle cosce, ma anche dei flessori e dei glutei. Questo perché il movimento inusuale costringe intere fasce muscolari all’attività, con un dispendio di energie pari a 6, quando la camminata normale ne richiede soltanto 3,5.






