Alla fine degli anni Ottanta, il matematico Marc Abrahams collaborava con una rivista scientifica: il suo compito era fare un po’ di “colore”, scovando teorie bislacche ideate da suoi colleghi in vena di autogol. Nel 1991, dopo averne catalogate un bel po’ e resosi conto che la follia alberga anche fra gli scienziati, crea la prima edizione degli “IgNobel Awards”: l’esatto opposto del Nobel, a cui si ispira nel nome, ma nato per premiare le migliori “cantonate” dell’anno. Sia chiaro: non è mai stato nelle intenzioni di Abrahams screditare la categoria e nemmeno mettere qualcuno alla berlina. Non si premia la “cattiva scienza” e non c’è alcun giudizio sul valore delle ricerche, si ironizza soltanto sugli scivoloni, perché quelli a volte ci sono.

La comunità scientifica all’inizio non la prende bene: i primi premiati sorridono a denti stretti e dal numero 10 di Downing Street arriva una preghiera: evitate di premiare gli scienziati inglesi, ne va della loro carriera. Ma alla fine, perfino i cervelloni l’hanno buttata sul ridere: alla cerimonia di premiazione, nelle prime file, i premiati dal Nobel - quello vero - non sono affatto una rarità.

Secondo il regolamento, i vincitori sono contattati in privato, e liberi di non accettare il premio, anche se pare siano molto pochi quelli che nel tempo l’hanno fatto.

Ogni anno, l’IgNobel viene assegnato ai dieci autori delle ricerche più “strane, divertenti e assurde. Studi che prima fanno ridere e poi danno da pensare”. Sponsorizzata dalla rivista scientifico-umoristica “Annals of Improbable Research”, la serata di consegna va tradizionalmente in scena al “Sanders Theatre” dell’Università di Harvard.

I premi dell’edizione 2021

Biologia

Susanne Schötz, una ricercatrice svedese, stravince per i numerosi studi dedicati all’interpretazione dei suoni emessi dai felini. La motivazione parla chiaro: “per avere analizzato variazioni nel modo di fare le fusa, cinguettare, chiacchierare, canticchiare, trillare, mormorare, miagolare, brontolare, squittire, sibilare, ululare, gemere, ringhiare e altri modi di comunicazione uomo-gatto”.

Ecologia

Per la serie “è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo”, da anni Leila Satari, Alba Guillén, Àngela Vidal-Verdú, e Manuel Porcar, un team di scienziati metà spagnoli e metà iraniani, studiano le gomme da masticare (già masticate) e i loro potenziali batteri. “Per avere utilizzato le analisi genetiche per identificare le differenti specie di batteri che si trovano nei mucchi di gomme da masticare appiccicate ai marciapiedi di diversi paesi”.

Chimica

Va appena un po’ meglio con Jörg Wicker, Nicolas Krauter, Bettina Derstroff, Christof Stönner, Efstratios Bourtsoukidis, Achim Edtbauer, Jochen Wulf, Thomas Klüpfel, Stefan Kramer e Jonathan Williams, “per aver analizzato chimicamente l’aria all’interno delle sale cinematografiche, per capire se gli odori prodotti dal pubblico possono segnalare in maniera affidabile i livelli di violenza, contenuti sessuali espliciti, comportamento antisociale, uso di droghe e linguaggio volgare nel film proiettato”.

Economia

Gli studi di Pavlo Blavatskyy si sono concentrati sull’adipe dei politici: più è presente, più sono corrotti. Per “aver scoperto che l’obesità dei politici di un paese può essere un buon indicatore della corruzionelocale”.

Medicina

Il sesso può aiutare le funzioni nasali? Pur di risolvere il dilemma, Olcay Cem Bulut, Dare Oladokun, Burkard Lippert e Ralph Hohenberger hanno profuso tempo ed energie. “Un rapporto sessuale con climax può migliorare la respirazione nasale nella stessa misura dell’applicazione di un decongestionante nasale per un massimo di 60 minuti in pazienti con ostruzione nasale”.

Pace

“Per aver testato l’ipotesi che gli esseri umani abbiano iniziato a farsi crescere la barba per proteggersi dai pugni in faccia”. Ne sono convinti Ethan Beseris, Steven Naleway, e David Carrier, tre scienziati americani.

Fisica

Spunta anche l’Italia, grazie ad Alessandro Corbetta, Roberto Benzi e Federico Toschi, insieme a Jasper Meeusen e Chung-min Lee autori di una ricerca sulle dinamiche dei pedoni: “Per aver condotto esperimenti per capire perché i pedoni non si scontrano costantemente con altri pedoni”.

Un premio condiviso con un altro team di scienziati, Hisashi Murakami, Claudio Feliciani, Yuta Nishiyama, e Katsuhiro Nishinari, che volevano dimostrare l’esatto contrario: “Per aver condotto esperimenti per capire perché i pedoni a volte si scontrano con altri pedoni”.

Entomologia

Arriva dal passato, addirittura dagli anni Settanta, l’imperdibile ricerca che stravince la sezione entomologia in cui John Mulrennan, Jr., Roger Grothaus, Charles Hammond, e Jay Lamdin hanno tentato di ipotizzare “Un nuovo metodo di controllo degli scarafaggi nei sottomarini”.

Trasporti

Robin Radcliffe, Mark Jago, Peter Morkel, Estelle Morkel, Pierre du Preez, Piet Beytell, Birgit Kotting, Bakker Manuel, Jan Hendrik du Preez, Michele Miller, Julia Felippe, Stephen Parry, e Robin Gleed: il numeroso gruppo di studio che si è messo in testa di capire se “sia più sicuro trasportare un rinoceronte capovolto in volo”.

Galleria fotografica

Articoli correlati