Da tempo, viaggiare in aereo non è più un lusso, ma un modo di spostarsi sempre più comune: tariffe competitive e collegamenti rapidi hanno reso il volo il mezzo preferito per raggiungere mete vicine e lontane. Tuttavia, alla comodità del viaggio spesso non corrisponde il comfort a bordo. Sempre più passeggeri, una volta seduti, si trovano a fare i conti con uno spazio per le gambe ridotto al minimo, tanto da rendere difficile anche il più semplice dei movimenti.
A fotografare la situazione è un’analisi condotta sui dati delle recensioni pubblicate su TripAdvisor, che ha preso in esame le principali compagnie aeree, in particolare quelle low-cost, valutando uno degli aspetti più critici dell’esperienza di volo: il cosiddetto “seat pitch”, ovvero la distanza che corre tra un sedile e quello antistante.
A sorpresa, al primo posto tra le compagnie con meno spazio per le gambe non figura una low-cost, bensì British Airways: la compagnia di bandiera britannica offre ai passeggeri appena 71 cm di distanza tra i sedili in classe economica, misura che sale fra 86 e96 cm solo nelle classi premium. Oltre alla limitata ampiezza, più della metà delle recensioni (52,6%) segnala anche l’eccessiva rigidità dei sedili, contribuendo a un giudizio negativo sul comfort.
Subito dopo gli inglesi arrivano gli irlandesi Ryanair, celebre compagnia low-cost che mette insieme il 51,4% di recensioni negative sullo spazio per le gambe. Seguono United Airlines (47,2%), American Airlines (43,8%) e Air Canada (42,1%).
Non mancano nemmeno nomi di primo piano del trasporto aereo internazionale come Lufthansa, EasyJet, Delta Airlines, Turkish Airlines e Virgin Atlantic, tutte accomunate da un numero significativo di lamentele da parte dei passeggeri.
All’estremo opposto della classifica svettano le compagnie considerate più attente al comfort: la turco-tedesca SunExpress risulta la migliore, con solo il 6,4% di recensioni negative sul tema, seguita dai britannici di Jet2, dove appena il 12% dei viaggiatori ha espresso insoddisfazione per lo spazio a disposizione.
Un dato interessante che emerge dall’analisi riguarda il tipo di tratte: la mancanza di spazio non viene percepita come un problema esclusivo dei voli a lungo raggio, ma anche delle tratte brevi, dove i passeggeri continuano a cercare un minimo di comodità.






