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Lo scrittore inglese Hugh Kingsmill aveva una curiosa opinione dell’amicizia: “Gli amici sono il modo di Dio per scusarsi dei parenti”. Senza arrivare così in fondo, è comunque vero che la vita è fatta di incontri con persone con cui si instaurano rapporti di affetto profondo e reciproco fatti di rispetto, fiducia e stima.

Gente con cui diventa quasi automatico capirsi al volo e sapere cosa sta per rispondere l’altro o come reagirà di fronte a qualcosa. Una sorta di filo invisibile che per la prima volta è stato scandagliato da un team della “Shanghai International Studies University”, confluito in una ricerca pubblicata sulla rivista di neuroscienze “JNeurosci”.

Secondo la ricerca, esiste un processo di sincronizzazione fra i circuiti neurali degli amici che diventa ancora più profondo durante una delle attività più comuni: lo shopping.

La ricerca si è sviluppata coinvolgendo per diversi mesi 175 studenti universitari volontari che hanno accettato prima di indicare le proprie amicizie all’interno del gruppo, quindi di dare un voto ad alcuni prodotti per indicare l’interesse all’acquisto. Incredibilmente, le risposte fra le persone strette in un legame di amicizia erano molto simili, di gran lunga superiori a quelle con persone sconosciute o comunque con cui non erano particolarmente in confidenza.

E in più, la somiglianza aumentava con il passare del tempo, suggerendo al team di scienziati che l’amicizia profonda è anche un potente veicolo di condivisione e di allineamento dei gusti.

Ma è la seconda parte dell’esperimento, quella che ha riservato i risultati più sorprendenti: attraverso la risonanza magnetica, gli scienziati hanno osservato l’attività neurale di 47 partecipanti sottoposti ad una serie di spot pubblicitari. A quel punto, i circuiti neurali delle persone strette da amicizia apparivano perfettamente sincronizzate.

In pratica, sottoposti allo stesso stimolo, i cervelli delle persone amiche arrivavano alla stessa conclusione seguendo percorsi neurali assai simili di valutazione a cui associavano di volta in volta pro e contro.

Il culmine della scoperta, tuttavia, è l’aver capito che l’allineamento neurale in alcuni casi era così preciso da poter prevedere le intenzioni di acquisto di un soggetto e di conseguenza quella delle persone a lui amiche.

“L’attività neurale non solo riflette le funzioni cognitive condivise, ma predice anche le intenzioni di acquisto degli individui e dei loro amici intimi con maggiore precisione rispetto agli sconosciuti – spiegano gli autori – questi risultati rivelano le basi neurali delle somiglianze endogene nel comportamento dei consumatori ed evidenziano la capacità predittiva dell'attività cerebrale nella comprensione e nella previsione del comportamento degli individui all'interno di relazioni sociali strette. Ma la ricerca offre anche preziose intuizioni sull'intersezione tra neuroscienze, comportamento sociale e processo decisionale”.