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Un celebre detto popolare recita “Chi si somiglia si piglia”, e più che alla somiglianza fisica il riferimento è ai risvolti caratteriali. Ma esiste anche un’altra teoria che non limita il detto soltanto agli esseri umani, secondo cui gli animali e i loro padroni, a lungo andare, finirebbero per somigliarsi, fisicamente e caratterialmente.

Lo racconta una ricerca scientifica, pubblicata su “Science Direct” e realizzata da cinque ricercatori universitari, convinti di aver finalmente provato che esiste una forte correlazione tra l’aspetto fisico e i tratti caratteriali dei cani e dei loro padroni.

In pratica, le persone basse di altezza prediligono d’istinto i cani di piccola taglia, chi tendenzialmente porta i capelli lunghi i cani con il pelo altrettanto abbondante e chi sceglie cani dal muso affilato ritrova anche nel proprio cane i propri lineamenti del viso allungati. E se ancora non bastasse, lo stesso tipo di rapporto esisterebbe nel carattere: un cane nervoso ha un padrone altrettanto facile all’ira, come chi ha un temperamento calmo possiede cani decisamente mansueti.

Per arrivare alla conclusione, il team ha raccolto ben 15 studi scientifici dedicati alla somiglianza fra cane e padrone, confermando la teoria ma soprattutto cercando anche di dare una risposta scientifica a quello che finora era solo un sospetto.

Una delle ipotesi parte dalla storia evolutiva di ognuno, che per spirito di sopravvivenza spingerebbe gli esseri umani a instaurare rapporti affettivi – anche con gli animali – con chi a livello inconscio riesce a risvegliare inconsciamente la sensazione della similarità.

Ma esiste un’altra corrente di pensiero, per cui tutto sarebbe da far risalire all’osservazione e il principio dell’imitazione, che nel tempo finiscono per influenzare perfino gli animali con cui si convive.

“La ricerca ha esaminato le prove empiriche a sostegno dell'ipotesi aneddotica secondo cui i cani assomigliano ai loro proprietari e si comportano come loro. A tal fine, abbiamo esaminato 15 studi con l'obiettivo di verificare che: i proprietari e i loro cani si assomiglino nell'aspetto e abbiano personalità simili. L'aggregazione dei risultati conferma entrambe le ipotesi. In termini di somiglianze esterne (cioè l'aspetto), i partecipanti sono stati in grado di abbinare correttamente le foto delle coppie cane-proprietario, con uno studio che ha persino dimostrato che la zona degli occhi dei proprietari e dei cani era sufficiente per abbinamenti accurati. Altri attributi significativi includevano la correlazione tra il peso del cane e quello del proprietario e la somiglianza nella lunghezza dei capelli/orecchie tra le donne e i loro cani. Gli studi inclusi spiegano questo fenomeno con la scelta da parte dei proprietari di un cane dall'aspetto simile, forse influenzata da meccanismi psicologici come l'effetto di mera esposizione o la preferenza per l'autosimilarità. Per quanto riguarda le somiglianze interne (cioè la personalità), è stata riscontrata una correlazione tra varie dimensioni della personalità: la maggior parte degli studi sostiene l'esistenza di somiglianze nelle dimensioni dell'estroversione e del nevroticismo. La discussione sulle potenziali ragioni di questi risultati ha proposto uno sviluppo della somiglianza nel tempo, dovuto a effetti quali la convergenza emotiva, la co-regolazione e il rinforzo”.