Circa 6 milioni di italiani l’aveva già appurato provandolo sulla propria pelle: correre fa bene, al corpo e alla mente. Ma ora, se mai ce ne fosse stato bisogno, arriva la conferma scientifica, che per l’occasione conia anche un nuovo termine: Runfulness.

Il risultato della ricerca condotta per il marchio sportivo Brooks Runnings dal professor Olivier Oullier, autorità mondiale nelle neuroscienze comportamentali, ha messo nero su bianco i livelli di stress e la capacità di concentrazione prima, durante e dopo la corsa, arrivando alla risposta finale: correre ha effetti benefici pressoché immediati sulla mente, predispone alla creatività, aiuta a far nascere nuove idee e riduce in modo drastico anche i più alti livelli di stress.

All’esperimento, realizzato fra dicembre 2020 e gennaio 2021, hanno preso parte decine di atleti del Run Happy Team di 7 Paesi europei, tutti equipaggiati di sensori wireless Emotiv Brainwear dotati di tecnologia EEG (ElectroEncephaloGraphy) che avevano il compito di monitorare attentamente l’evoluzione della corteccia cerebrale. “La maggior parte dei runner coinvolti nell’esperimento non si rendeva conto che il livello di stress calava di pari passo con la corsa, come al contrario dimostrava senza dubbio il confronto dei dati forniti dai sensori prima e dopo l’attività fisica. Da qui la certezza che la corsa non è solo uno dei modi più facili e popolari per mantenere la forma, ma è anche un vero toccasana per la mente. Il neologismo Runfulness spiega esattamente lo stato di benessere che percepisce il cervello dei runner”.

Nel dettaglio, l’80% dei runner coinvolti mostrava livelli di stress molto più bassi rispetto all’inizio, e il 40% un abbassamento del livello di concentrazione: due conseguenze che, unite, portano in dote una sensazione di benessere diffusa e addirittura nuove idee.

Non contenta, la Brooks ha organizzato un altro studio allargato ai runner di tutta Europa per tentare di stabilire l’effetto mentale di chi corre con regolarità. L’80% degli intervistati ha ammesso di aver concluso più volte la sessione di corsa con nuove idee lavorative in mente, mentre 9 su 10 hanno dichiarato di dedicare il momento della corsa a pensieri che normalmente non hanno il tempo di affrontare.

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