Che sogno essere invisibili: potersi infilare ovunque, ascoltare, osservare e curiosare senza essere visti, oppure semplicemente poter svanire all’istante dopo una gaffe. Alzi la mano chi non l’ha mai sognato, almeno una volta nella vita. Il cinema e la letteratura ci hanno costruito decine e decine di trame, una più efficaci dell’altra, donando l’invisibilità a volte a farabutti altre ad anime pie votate ad aiutare il prossimo. Ma diventare non visibili, appunto, finora era solo una questione di trucco cinematografico.

Parliamo al passato perché anche questo, è un concetto quasi pronto per l’archivio. La “Invisibility Shields Corporation”, una startup inglese, è certa di avercela fatta. Dopo anni di studi, esperimenti e fallimenti, i tecnici sono riusciti a creare uno scudo perfettamente trasparente alto 160 cm, ovvero sufficiente per far sparire una persona alla vista di chiunque. Il trucco non è la smaterializzazione ma un principio fisico e ottico molto più semplice, o quanto meno realizzabile con un po’ di sapienza: migliaia di minuscole lenti che riflettono l’immagine alle loro spalle, tranne il soggetto che si sta nascondendo. Dopo aver provato diverse forme di lenti, angoli e profondità, nonché di modi per montarle su un telaio, il team ha optato per una tecnica che non richiede fonti di energia e neanche resine e collanti: lo scudo funziona meglio su sfondi uniformi e dal movimento contenuto come il fogliame, l'erba, la sabbia e il cielo, ma anche contro muri, linee e rotaie, sostiene l’azienda sulla sua pagina Kickstarter. Il risultato, come mostrano le foto, è stato raggiunto, anche se il progetto – per stessa ammissione della startup – è ancora da perfezionare, ma lo sforzo tecnologico è comunque degno di nota.

Per chi avesse fretta di sparire, l’azienda offre lo schermo dell’invisibilità in due dimensioni, al prezzo di 65 e 394 dollari, spedizione compresa.

Eppure gli inglesi non sono i soli al lavoro su un progetto simile: anche la “HyperStealth Biotechnology Corporation”, questa volta canadese, sta mettendo sforzi ed energie su un altro scudo, questa volta basato su una tecnologia chiamata “Quantum Stealth” che si rifà agli esperimenti di uno scienziato russo dimenticati in un cassetto dagli anni Sessanta. La differenza con quello britannico sarebbe la superficie che è possibile coprire, molto più ampia, e non a caso il progetto era inizialmente coperto da segreto militare proprio perché pensato come equipaggiamento in grado di nascondere alla vista del nemico intere pattuglie in avanscoperta, caccia bombardieri o carri armati di cui sarebbe stato possibile sentire il rumore ma non vederli.                                                                                                                

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