Se sarà o meno l’anno del miracolo, quello che ci libererà per sempre dal virus, è presto per dirlo. Ma le premesse per 12 mesi indimenticabili ci sono tutte: una di queste è l’arrivo anche in Italia di uno dei più controversi reality show mai apparsi al mondo. Per essere certi di non sbagliare si chiama Naked Attraction, e probabilmente anche chi non mastica l’inglese sa che la parola Naked significa nudi.

Tecnicamente, si tratta di un dating game show in cui un concorrente (vestito) deve scegliere fra sei pretendenti (nudi) chiusi in cabine colorate, i cui corpi sono svelati man mano che il gioco va avanti. Quando ne restano solo due anche il concorrente è costretto a spogliarsi e scegliere qualcuno con cui fissare un appuntamento, ovviamente seguito dalle telecamere.

Naked Attraction ha debuttato sul Channel 4 inglese il 25 luglio del 2016, diventando subito un clamoroso successo televisivo malgrado l’ondata di critiche e lamentele per via dei nudi integrali. È partita perfino un’inchiesta per chiarire se si profilasse qualche genere di violazione, anche perché ai pretendenti chiusi nelle cabine non è permesso di parlare fino alla fine, affidando la scelta soprattutto alla prestanza fisica, ma si è concluso con un nulla di fatto poiché - a scanso di equivoci – si tratta solo di nudità e nessuno è obbligato o invitato a far sesso.

Considerato un modo bizzarro di trovare l’anima gemella, nella versione italiana sarà condotto da Nina Palmieri, storico volto delle Iene, e trasmesso sulla piattaforma streaming Discovery +. L’anteprima di quanto sta per succedere è prevista il 19 gennaio prossimo, con una puntata preliminare dedicata ai casting a cui hanno preso parte circa 600 persone, di età compresa fra 19 e 45 anni: la serie inizierà invece a febbraio e mentre i pretendenti nudi saranno prevalentemente maschi, chi è chiamato a scegliere sarà soprattutto di sesso femminile.

“Siamo molto fedeli alla versione inglese – ha spiegato Nina Palmieri al Messaggero – lo studio e il meccanismo sono identici. Il tono sarà ironico, le conversazioni esplicite. Forse saremo un po’ più romantici. È un inno alla body positivity, perché ogni corpo è bello a modo suo: piccolo, grande, grosso, magro, rifatto, tatuato, maschio, femmina, trans o binario. Tutti giocano ad armi pari”.

Chi è pronto a inorridire e gridare allo scandalo, sappia che il programma non sarà trasmesso in chiaro: per vederlo bisogna iscriversi al canale e pagare. In pratica, si indigna solo chi vuole farlo.

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