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Chiedere il tavolo giusto al cameriere di un ristorante e sentirsi rispondere “ah, sei qui per quella cosa” è probabilmente il modo più preciso per descrivere cosa sia “Timeleft”.

“Quella cosa” è un'app che non promette l'amore, un lavoro e nemmeno assicura divertimento, garantisce solo che una sera ci si troverà seduti ad un tavolo con altri sconosciuti scelti da un algoritmo, e che a quel punto tutto il resto sarà nelle mani del destino.

Ci si iscrive, si compila un questionario che scava tra personalità, abitudini, professione e gusti a tavola, e un software decide con chi si andrà a cena. Non è possibile scegliere nulla, volto, nome e tantomeno simpatia di chi ci si troverà di fronte, anche perché fino a poche ore prima non è possibile conoscere nemmeno il ristorante. L'unica certezza è il giorno, sempre mercoledì, e l'unica libertà concessa è quella di ordinare ciò che si vuole dal menù.

Il format nato a Lisbona ha cambiato pelle più volte prima di trovare la forma attuale. L'idea arriva nel 2020 da Maxime Barbier, imprenditore francese che dopo un licenziamento decide di dedicarsi a raccogliere caffè con sconosciuti, fino a convincersi che valesse la pena trasformare l'esperimento in un prodotto. Prima tentata come piattaforma per condividere sogni, poi come dating app vera e propria, l'idea trova la sua identità solo nel 2022, quando la formula della cena tra sconosciuti debutta proprio a Lisbona per poi allargarsi a macchia d'olio.

In Italia lo sbarco risale al giugno 2024, con Roma e Milano capofila e con Torino, Bologna, Genova, Firenze e Palermo aggiunte nel giro di poche settimane. La geografia italiana del servizio resta piuttosto mobile: le recensioni più recenti degli utenti segnalano per esempio che Firenze, inizialmente tra le città coinvolte, sarebbe oggi uscita dalla mappa dell'app, a conferma di un modello che si espande e si ritira a seconda della domanda locale.

A livello globale i numeri raccontano una crescita difficile da ignorare. Se nel 2024 Timeleft parlava di 120mila persone coinvolte in 75 città di 18 paesi, oggi il servizio dichiara oltre due milioni di utenti in più di 250 città distribuite in 55 paesi, con decine di migliaia di sconosciuti che ogni mercoledì si siedono allo stesso tavolo.

Anche la formula del tavolo si è ridotta: dove un tempo la cena riuniva sei persone, oggi l'app promette cinque sconosciuti scelti dall'algoritmo.

Cambia anche il modo di pagare. Fino a poco tempo fa bastava acquistare un biglietto singolo, attorno ai 13 euro a serata, oppure sottoscrivere un abbonamento mensile per partecipare a tutte le cene del mese.

In diversi posti, però, Timeleft ha deciso di eliminare il biglietto una tantum a favore del solo abbonamento, nella convinzione che una partecipazione continuativa produca legami più solidi; in altre aree, Italia compresa, la doppia opzione resta ancora disponibile. Il costo della cena vera e propria, ovviamente, resta sempre a carico di ognuno dei partecipanti.

Sul fatto che non si tratti di un'app di dating, Timeleft è categorica fin dal sito ufficiale. Nella pratica, però, la linea tra amicizia e corteggiamento si fa sottile. Chi ha partecipato racconta gruppi composti quasi sempre da single, tavoli dove il capitolo lavoro si esaurisce in pochi minuti per lasciare spazio a quello delle relazioni sentimentali. C'è chi arriva per la sesta volta con l'abbonamento attivo, chi è alla prima cena e ammette candidamente di voler uscire dal proprio giro di amicizie di sempre, chi si iscrive per fare un weekend di disintossicazione digitale con una trentina di sconosciuti e considera la cena un allenamento.

Dietro la trovata del tavolo a sorpresa si nasconde un problema tutt'altro che nuovo, quello della solitudine urbana, che le indagini internazionali continuano a fotografare come un fenomeno diffuso soprattutto tra i più giovani. Timeleft non ha la pretesa di risolverlo, ma prova a offrirne un antidoto con due ore a tavola, qualche domanda rompighiaccio suggerita dall'app per superare l'imbarazzo iniziale, e la scommessa che un algoritmo a volter possa far scattare l'imprevedibile chimica tra le persone.

Le opinioni raccolte online restituiscono un quadro diverso: c'è chi ha incontrato amicizie durature, gruppi WhatsApp nati dal nulla e persino l'inizio di una storia, e chi invece lamenta tavoli sbilanciati per età o interessi, ristoranti sempre uguali nonostante le preferenze alimentari, o serate in cui la sintonia semplicemente non è scattata. Capita.