Quante guide e manuali esisteranno sulla cucina? Contarli tutti è praticamente impossibile, un po’ come pensare di poter scrivere qualcosa di nuovo, le idee rivoluzionarie di qualche chef mai pubblicate finora. È l’impresa perfettamente riuscita a Rosie Grant, 33 anni, archivista e scrittrice inglese che ha debuttato con un libro di ricette realmente unico: “To Die For: a Cookbook of Gravestone Recipes”, che tradotto in italiano suona più o meno come “Da morire: il ricettario delle lapidi”.
All’interno, oltre 40 ricette - per lo più di dolci - incise come epitaffio sulle lapidi di persone passate a miglior vita. L’idea nasce per caso, come spesso accade a quelle migliori: quando la pandemia stava per rinchiudere a casa il mondo intero, Rosie iniziava uno stage presso il “Congressional Cemetery di Washington DC”, forse uno dei cimiteri storici più antichi degli Stati Uniti. Spulciando l’archivio, si è imbattuta nella ricetta degli “Spritz Cookies”, i biscotti allo spritz, incisa sulla lapide Naomi Odessa Mille Dawson, scomparsa a 88 anni nel giugno del 2009 e sepolta al cimitero Green-Wood di Brooklyn, ma soprattutto così brava a prepararli per coccolare figli e nipoti da spingere gli stessi a regalare all’umanità i segreti del suo piatto migliore.
Rosie, dopo averla copiata, ha pubblicato un video in cui provava a replicare la ricetta della nonnina defunta che nel giro di qualche click è diventato virale macinando più di 400mila visualizzazioni.
“Ho ricevuto tantissimi messaggi da persone che avevano storie legate al cibo e ai ricordi, in particolare persone che avevano perso una persona cara e che usavano le ricette per ricordarla. È stato davvero bellissimo, straziante e commovente: mentre scoprivo chi era stata Naomi, ho scoperto che c'erano molte altre persone che per la lapide di un proprio caro avevano fatto stessa scelta”.
Da lì, l’idea di continuare la ricerca accompagnata dl suggerimento di un professore universitario che ha spinto Rosie a creare il “ghostlyarchive”, l’archivio fantasma, mentre davanti a lei si spalancava quello che ha definito il “TikTok” dei cimiteri, un universo parallelo popolato dai “tafofili”, definizione scientifica per indicare chi nutre una passione smodata per cimiteri, lapidi e funerali.
A forza di spulciare archivi polverosi e fogli ingialliti, è arrivata la seconda ricetta, con lapide annessa, questa volta spuntata a Logan, nello Utah, dove figli e marito devoti hanno reso immortale la preparazione dell’indimenticabile “fudge”, un croccante morbido al cioccolato, capolavoro in vita della compianta Martha Kathryn Kirkham Andrews.
Nel giro di qualche mese, le ricette da lapidi sono diventate oltre 40, un numero sufficiente per pensare di raccoglierle e ordinarle tutte, dando alle stampa il suo primo libro di ricette definitive, fatto di torte, dolci, biscotti, crostate, creme, gelati e pane, ma con sei eccezioni “salate” fra cui il polpettone di Beverly Lofland, gli spaghetti con il pollo di Karen Nelson, i pomodori maturi fritti di Whanitta Sheetz, la salsa speziata al formaggio di Deb Nelson e la ranch sauce che era l’orgoglio del dottor Marty Woolf.
Dietro c’è un minuzioso lavoro lungo quattro anni, necessari a Rosie per rintracciare e contattare le rispettive famiglie e ottenere l’autorizzazione a renderle pubbliche, ma anche per incontrarle una per una con lo scopo di dare a quei piatti un volto e la storia di una vita.
“Oltre a imparare a cucinare, mi è piaciuto molto ricercare le vite delle donne dietro le ricette: finora tutte le lapidi che ho trovato erano di donne – ha spiegato Rosie in un’intervista al Guardian – c’era una sopravvissuta all'Olocausto, una persona che ha lavorato all'ufficio postale per tutta la vita e una donna dell’Alaska che ha fatto incidere sulla sua lapide il logo del marchio della panna Cool Whip”.
A proposito, la stessa Rosie ha già pensato alla ricetta delle linguine alle vongole, che un giorno lontano chiederà ai propri figli di far incidere sulla sua lapide. Sempre che a loro le linguine di mamma piacciano davvero.











