Su, dai, siamo sinceri: chi non ha mai sentito il bisogno di una cucchiaiata di caviale purissimo nel cuore della notte? Ebbene, c’è chi ha pensato come dire addio a questa imperdonabile mancanza dell’umanità. Sulle colline di Beverly Hills, dove ricchi & famosi studiano come immolare valigiate di dollari alla ricerca di esclusività, accanto ai soliti distributori di bevande e merendine sono comparsi al Westfield Century City, al Westfield Topanga e all’Hollywood Highland Center i Caviar Automated Boutique, i primi distributori automatici che dispensano generose porzioni di caviale. Un’eccentricità voluta dalla Beverly Hills Caviar, azienda specializzata nel luxury-food, come vengono definite le voglie di gola di chi non ha problemi di contanti, che oltre a mettere a disposizione della clientela di passaggio ben 24 varietà diverse di caviale, ha voluto includere anche altre prelibatezze come escargot, tartufi e vini pregiati. Ogni contenitore, corredato da piatti e posate in madreperla, garantisce la freschezza del prodotto per tre ore. Ah, già, i prezzi: si parte dai 60 dollari per una confezione da 40 grammi, ma quello è l’ultimo dei problemi, via.

Eppure quella californiana non è l’unica eccentricità legata alla nuova ondata di distributori automatici, sempre più lontani dall’idea della merendina dall’aria tristissima e ogni giorno più vicini al principio di esclusivo, per di più in formato 24 ore su 24. In giro per il mondo, carta di credito alla mano, c’è davvero di che togliersi ogni sfizio, perfino i più impensabili. A Nanjing, in Cina, è in fase di test un distributore di granchi freschissimi: si chiama LiveCrab e insieme al granchio si ottiene un salsa vinegar e un tè allo zenzero. In Giappone, per non essere da meno, qualcuno ha pensato che fosse necessario porre rimedio a chi, quando fa la spesa, dimentica le uova. L’Eggs vending machine è un’apparecchiatura sofisticata, studiata in ogni dettaglio per adagiare le uova delicatamente sul morbido prima di spalancare lo sportello e consegnarle. Per chiudere il capitolo oriente con una tappa a Singapore, dove un’inspiegabile passione nazionale per la purea ha fatto da spinta propulsiva all’idea che un distributore automatico di patate schiacciate fosse un piccolo passo per un goloso, ma un passo enorme per l’umanità.

Ancora in California, questa volta all’interno del campus della Spoon University di Los Angeles, è comparso il primo Burritobox: un distributore automatico di tortillas messicane che prepara tutto al momento, e nell’attesa regala all’affezionata clientela una connessione wi-fi per ingannare il tempo, peraltro contenuto in pochi minuti. È invece ormai piuttosto diffuso il CupCakesAtm, ovvero una sorta di bancomat che spaccia cupcakes, i tipici e coloratissimi dolcetti americani.

Roba per posti abitati da gente strana? Più o meno, visto che anche in Europa si inizia a fare sul serio: fra le ampie sale della stazione di Francoforte, in Germania, fa registrare code chilometriche non un distributore automatico di birra e salsiccia, ma Lets Pizza, una macchinetta che per quattro euro appena offre in cambio pizze cotte su pietra, per adesso in due sole varianti: margherita o con salame.

E tutto questo solo per restare sul cibo, perché volendo andare oltre, di macchinette automatiche stracolme di stranezze se ne trovano ad ogni angolo: sulle spiagge di Sydney, in Australia, stanno diventando normalità i distributori automatici di infradito in gomma. E a Dubai, per finire in bellezza, il passatempo del momento sono le macchinette che ingoiano denaro contante e restituiscono piccoli lingotti d’oro. Vuoi mettere pagare il taxi lasciando come mancia qualche grammo d’oro puro?

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