Primo, non si possono calzare, secondo, guai a definirle “passatempo”: per Tom Yoo, artista americano di origini coreane, riprodurre fedelmente i più noti modelli di sneakers “Nike” con i mattoncini Lego è vera arte.

In effetti, una certa maestria è necessaria, vista l’accuratezza e i dettagli con cui Yoo realizza la collezione delle sue scarpe dal 2015, quando follemente innamorato del suo nuovo paio di “Air Jordan” ha deciso di replicarle scovando i mattoncini necessari per creare la copia conforme all’originale da tenere sulla mensola, sopra il televisore. La cosa gli è riuscita talmente bene da mettergli la voglia di andare avanti, confortato anche da un dettaglio non da poco: ogni paio di scarpe oggi è in vendita a una cifra compresa fra 2 ed i 3 mila dollari. E pare che fra i collezionisti vadano a ruba.

“Ho comprato il primo paio di Air Jordan nel 1989, erano le “IV” color bianco e cemento. Da quel momento mi sono innamorato pazzamente dello stile Nike. Da ragazzino disegnavo modelli di sneakers, con i colori e i dettagli che avrei voluto trovare, così quando mi sono trovato a decidere di replicarle con i Lego, dopo alcuni mesi spesi a studiare ogni dettaglio nel maggio del 2015 ho pubblicato la foto della mia prima creazione, le Air Jordan Xi. Una volta completato il design, realizzato prima attraverso il software ufficiale Lego e quindi dal vivo, inizia la parte più difficile: reperire tutti i pezzi di cui ho bisogno cercando di trovarli a prezzi e tempi ragionevoli. Un paio di sneakers può essere composto da 6mila mattoncini, e non è raro che mi trovi ad acquistarli da 20 diversi venditori”.

Una passione – diventata mestiere – che ha scatenato l’emulazione: proprio per questo, Tom Yoo ha deciso di rendere pubblici i progetti originali, lasciando a chiunque la possibilità di realizzare alcuni suoi modelli: “In tanti mi hanno copiato traendone profitti. Per questo ho deciso di rendere disponibili al download gratuito le 12 sneakers in Lego più popolari”. Tanto, sa bene che rifarle è difficilissimo, o non sarebbe arte.

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