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Dopo 12 ore di volo transoceanico, il corpo umano smette di essere un organismo e diventa un problema architettonico. Le ginocchia sono un grumo di dolore, il collo cerca un angolo che nella pratica non esiste e la coperta sintetica si è ormai arrotolata su sé stessa in modo irrimediabile.

L’americana “United Airlines” ha studiato scene simili per anni, fino ad arrivare alla decisone che era ora di fare qualcosa. La soluzione si chiama “Relax Row”: tre sedili economy che, dopo il decollo, si trasformano in una superficie piatta abbastanza da sdraiarcisi sopra senza sembrare la scena finale di uno speciale sul wrestling.

Il lancio è fissato per il 2027, il che lascia ancora qualche mese per dormire seduti come si è sempre fatto. I poggiapiedi di ciascun sedile si sollevano a 90° e creano una specie di letto orizzontale continuo. A completare la faccenda arriva un coprimaterasso sagomato, coperte di dimensioni non ridicole (dettaglio tutt'altro che scontato per chi ha litigato con certi teli formato kleenex) cuscini extra e, per i bambini, un peluche firmato “Sesame Street”.

La presentazione è avvenuta a Los Angeles con il tono solenne che si riserva di solito ai trattati di pace o ai nuovi iPhone. Andrew Nocella, vicepresidente esecutivo e direttore commerciale di United, ha dichiarato che i clienti economy sui voli a lungo raggio meritano più spazio e comfort, e che questa è la risposta. Non ha torto, il supplizio prima o poi doveva finire.

Ha anche aggiunto che United è una compagnia aerea premium, aggettivo che amano attribuirsi con una frequenza inversamente proporzionale alla qualità dei pasti serviti a bordo, e che la Relax Row ne è la dimostrazione. Si può essere d'accordo o meno, ma l'idea tutto sommato regge.

Entro il 2030 il sistema coprirà oltre duecento Boeing 787 e 777, i modelli più diffusi sulle rotte intercontinentali della compagnia, con fino a 12 file Relax Row per aereo.

I posti saranno concentrati tra l'economy standard e la Premium Plus, una terra di mezzo dove il passeggero non è un contadino e neanche un nobile, ma almeno riesce ad allungare le gambe senza chiedere il permesso a nessuno. Gli aerei che monteranno la Relax Row riceveranno anche altri aggiornamenti in cabina economy: schermi integrati nello schienale che United definisce i più grandi al mondo nella loro categoria, connettività Bluetooth per le cuffie, prese USB-C e stuzzichini prima dei pasti. Piccoli dettagli, ma chi ha trascorso quattro ore a guardare un film su uno schermo delle dimensioni di un francobollo sa quanto contino.

Sul fronte medico la questione è meno frivola di quanto sembri. Dormire distesi su rotte di dieci ore e oltre riduce davvero il jet lag, non è solo una scusa per chiedere più spazio. Il disorientamento del ritmo circadiano e il calo cognitivo nelle ore successive all'atterraggio sono fenomeni documentati dalla ricerca in medicina aeronautica da decenni. Il problema è che fino ad oggi quella documentazione serviva quasi esclusivamente a giustificare il costo di un letto in business class, inaccessibile alla stragrande maggioranza di chi vola.

Arrivare a Tokio o a Los Angeles dopo una decina di ore di volo con la testa funzionante non dovrebbe essere un privilegio di classe, eppure lo è stato a lungo. United sostiene di voler cambiare le cose, pur senza nessuna intenzione di toccare i prezzi della “Polaris”, la sua business class, che restano su un altro pianeta e ci resteranno.

Esclusiva nordamericana sul design, precisa la compagnia con la soddisfazione di chi ha brevettato la ruota.

Altrove qualcosa di simile esiste già da un po'. Lufthansa ha la sua “Sleeper's Row”, disponibile solo su voli da undici ore in su, prenotabile direttamente in aeroporto al momento del check-in, non online, non in anticipo, solo lì, con supplemento tra i 200 e i 300 dollari e subordinata alla disponibilità di posti liberi.

Vietnam Airlines ha lo “Sky Sofa” sui suoi lungo raggio, con upgrade che partono da 100 dollari a persona. ANA propone il “Couchii” sui voli tra Tokyo e Honolulu sull'Airbus A380, con tariffe che oscillano tra 96 e 2.580 dollari secondo una logica nota soltanto agli algoritmi e forse neanche a quelli.

Quanto costerà la Relax Row? Non si sa. Un portavoce ha spiegato che i dettagli sui prezzi arriveranno avvicinandosi al lancio, una risposta che non soddisfa nessuno ma ha almeno il merito della coerenza.

La logica suggerirebbe qualcosa di più economico rispetto alla Polaris business, ma più caro di un sedile economy standard. Quanto più caro è la domanda che interessa davvero, e per ora rimane senza risposta.

Chi prenoterà? Famiglie con bambini piccoli che non hanno intenzione di arrivare a destinazione completamente distrutte dopo aver trascorso un'intera notte ad impedire a un neonato di gettarsi nel corridoio. Coppie che cercano un compromesso dignitoso tra il budget del volo e quello della settimana successiva, viaggiatori soli disposti a pagare un supplemento pur di non atterrare con la testa di qualcun altro stampata sulla spalla destra e un torcicollo che durerà fino al rientro.

Attenzione, non si tratta di un letto vero, non è la business class con il pigiama di bordo e il menu à la carte, tuttavia è la prima volta che una compagnia nordamericana tratta il sonno in economy come una questione seria anziché come un problema del passeggero da risolvere per conto proprio, con una sciarpa arrotolata intorno al collo e la speranza che il posto accanto resti vuoto.