Secondo un report della SITA, società internazionale che fornisce tecnologie di supporto alle compagnie aeree, nel 2018 ben 24milioni e 800mila bagagli sono andati smarriti o sono arrivati in ritardo dopo aver vagato chissà dove. Perfino pochi, se si pensa che la mole di valigie gestito dalle compagnie aeree in un normale anno (senza pandemie di mezzo), ammonta a circa 4 miliardi ogni anno.

La conseguenza è la consueta, lunga fila agli sportelli del lost & found, perduti e ritrovati, dove finiscono zaini, borse, occhiali, giocattoli e oggetti di ogni tipo, rinvenuti fra i sedili dal personale di terra. È normale: la misura sempre più piccola e sottile dei device che ci portiamo appresso, fra smartphone, pc, tablet e cuffiette, rende sempre più facile perdere o dimenticare qualcosa.

È proprio la SITA, maxialleanza voluta dalle compagnie aeree, ad occuparsi dei bagagli smarriti, ed è uno dei obiettivi su cui l’organizzazione ha lavorato di più per ridurre al minimo i fastidi di una valigia che non si trova e – non da ultimo - far risparmiare alle compagnie il milione di dollari annuali di costo del servizio. La società non è nuova a soluzione tecnologiche aeroportuali, come ad esempio i tornelli a riconoscimento facciale e il Wi-fi di bordo, e da poco ha presentato il WorldTracer Lost and Found Property. Un sistema basato sull’intelligenza artificiale che promette di trovare e riconsegnare il bagaglio smarrito nel giro di 48 ore.

La nuova tecnologia, adottata in 2.200 aeroporti in tutto il mondo, consente di registrare ogni oggetto ritrovato all’interno di un archivio, ed è in grado di individuarlo con precisione nel giro di 2 minuti attraverso le segnalazioni fatte dai passeggeri sul proprio cellulare, che permette anche di organizzare e stabilire i dettagli della riconsegna. La soluzione permette di abbattere del 90% i costi rappresentati da immagazzinamento, spese postali e ricerca del cliente.

Un piccolo piacere in più per l’ormai prossima stagione estiva che, secondo un trend del settore, sembra avviarsi verso il “tutto esaurito” ovunque. Un entusiasmo necessario per ridare fiato ad un settore piegato in due dalla pandemia.

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