È bella, bellissima, stratosferica, e in più non è fidanzata, non ha segreti da nascondere e nemmeno scheletri nell’armadio, semplicemente perché uno scheletro vero e proprio lei non ce l’ha, visto che non esiste.
L’ha creata la solita e immancabile intelligenza artificiale che ha raccolto e dato in pasto agli algoritmi i parametri della bellezza femminile per ottenere in cambio l’immagine di figliola da tachicardia pura, con tutte le cose al posto giusto, i capelli biondi, gli occhi azzurri, una bocca carnosa e un fisico a clessidra. Quanto basta per meritarsi la prestigiosa copertina di “Vogue America”, un passaggio che significa sdoganare sulla bibbia assoluta della moda delle immagini non vera, ma costruite da un computer sostituendo le modelle in carne e (soprattutto) ossa.
La figliola, a cui manca solo un nome, è la protagonista di uno shooting voluto dal marchio “Guess” e a crearla è stata “Seraphinne Vallora”, agenzia che si è specializzata nei contenuti pubblicitari realizzati con l’IA.
E l’effetto di quello che molti considerano un giro di boa epocale è stato di scatenare un mezzo putiferio, dividendo in due fazioni nette e distinte chi è convinto che a contare sia solo il risultato e non come ci si arriva, e chi invece trema all’idea di un’epoca in cui le modelle spariranno e insieme a loro svanirà come neve al sole un sottobosco fatto di truccatori, visagisti, stylist, parrucchieri, fotografi e agenzie, professionisti che costano tempo e denaro in grande quantità. Per carità, anche per arrivare alla bonazza bionda sono stati necessari mesi e mesi di lavoro, ma a conti fatti il risparmio è facile immaginarlo.
Per l’agenzia, che si difende spiegando di non voler sostituire le modelle “ma di creare un’opzione in più per i clienti”, si tratta di una nuova frontiera che è stata appena superata, aprendo le porte ad un nuovo futuro ancora tutto da inventare. Le due fondatrici di Seraphinne Vallora,Valentina Gonzalez e Andreea Petrescu, intervistate dalla “BBC”, hanno ammesso di essere state contattate da Paul Marciano, uno dei fondatori del marchio “Guess” e ingaggiate con il compito di creare dal nulla una modella per accompagnare la campagna pubblicitaria estiva. “Sapevamo che avrebbe fatto parlare, perché stiamo sconvolgendo un’industria che ha sempre fatto le cose in un solo modo”.
Per la modella curvy Felicity Hayward “È un altro calcio nei denti: per le modelle “diversamente belle” ci sarà sempre meno lavoro e quella di Vogue è solo una scelta pigra all’insegna del risparmio”. Ancora più decisa Vanessa Longley, ad della “Beat”, organizzazione benefica per i disturbi alimentari: “Esporre continuamente le persone a corpi irrealistici aumenta il rischio di sviluppare disordini legati all’alimentazione e alla percezione del proprio corpo”.
Per finire la carrellata con chi se la prende direttamente con l’IA, che in definitiva non sa creare nulla di nuovo, ma si limita a perpetuare e amplificare i soliti canoni della bellezza.










