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Il 6 luglio il calendario internazionale celebra il bacio per la seconda volta nell'arco di tre mesi, il che la dice lunga su quanto l'umanità senta il bisogno di ricordarsi che baciarsi è una buona idea.

Il primo appuntamento, il 13 aprile, è dedicato al bacio più lungo mai documentato, questo di luglio segue invece la tradizione britannica del “World Kissing Day”. Gli Stati Uniti, per non essere da meno, festeggiano il 22 giugno, mentre l'India ha scelto il 13 febbraio, un giorno prima di San Valentino, probabilmente per arrivare preparata. Il risultato è un mosaico di ricorrenze che rende il bacio l'unico gesto d'affetto con un'agenda internazionale più fitta di quella di un capo di Stato.

Il mondo della cosmesi, che non lascia mai una ricorrenza priva di un trend a tema, ha stabilito che l'estate 2026 sarà l'estate della luminosità estrema sulle labbra.

Dopo le “ballerina lips” della primavera scorsa, la parola d'ordine diventa “glossy”: finish ultra lucido, effetto specchio, in perfetta sintonia con i make up sunkissed e con la fissazione generale per la glass skin. Le formulazioni più recenti uniscono trattamento e trucco in texture vellutate e leggere, spesso profumate in chiave golosa e gourmand, promettendo labbra più idratate, morbide, piene e levigate. La palette segue la luce dell'estate: rosa baby, pesca, lampone, fucsia, con qualche variante a pH-reagente per chi ama un effetto camaleontico.

Dietro l'aspetto ludico della tendenza si nasconde però un dato meno frivolo: le labbra sono strutturalmente più fragili della pelle del viso. Prive di ghiandole sebacee, tendono a seccarsi con facilità e, a causa di un turnover cellulare più rapido, perdono acqua tre volte più velocemente rispetto all'epidermide. Contengono anche tre volte meno melanina, il che le espone maggiormente ai danni del sole e le rende più bisognose di protezione e riparazione. Il gloss, insomma, non è solo estetica: è anche un modo elegante per coprire una vulnerabilità biologica.

La parte più sorprendente della giornata riguarda però la scienza. Esiste una disciplina accademica dedicata esclusivamente allo studio del bacio, la “filematologia”, e le sue conclusioni sono sufficienti a far sembrare il gloss un dettaglio secondario. Il primo effetto è la riduzione immediata dello stress: una ricerca del “Lafayette College”, in Pennsylvania, ha osservato che bastano quindici minuti di baci per abbassare sensibilmente il cortisolo nel sangue delle coppie esaminate, con un contestuale aumento dell'ossitocina. Il bacio attiva inoltre un piccolo laboratorio chimico interno, capace di rilasciare insieme ossitocina, dopamina e serotonina, un cocktail che agisce da stabilizzatore naturale dell'umore.

Gli effetti non si fermano al sistema nervoso. Una ricerca della professoressa Kory Floyd, dell'Arizona State University, pubblicata sul “Western Journal of Communication”, ha rilevato che le coppie che aumentavano la frequenza dei baci quotidiani mostravano, dopo sei settimane, un miglioramento misurabile del profilo lipidico, con una riduzione significativa del colesterolo totale. La dilatazione dei vasi sanguigni che accompagna l'emozione del bacio favorisce anche una migliore ossigenazione e, complice il rilascio di endorfine, rende il gesto un rimedio non banale contro il mal di testa da tensione.

C'è poi il capitolo estetico, quello che i cosmetici possono solo imitare dall'esterno. Un bacio profondo mette in movimento fino a 34 muscoli facciali, con il muscolo orbicolare della bocca in prima linea, insieme a oltre cento muscoli posturali. Questo micro-allenamento riattiva la circolazione del viso e stimola la produzione naturale di collagene ed elastina, funzionando come una ginnastica facciale antirughe che non richiede appuntamenti dall'estetista.

Anche il sistema immunitario trae beneficio dallo scambio: una ricerca olandese pubblicata sulla rivista “Microbiome” ha calcolato che un bacio intimo di dieci secondi può trasferire circa 80 milioni di batteri, un passaggio che nei soggetti sani stimola la produzione di nuovi anticorpi e rafforza le difese contro i patogeni esterni.