Come è noto ad alcuni di Voi, con la scadenza elettorale che è stata traslata da fine maggio a settembre-ottobre, concluderò il mio secondo ed ultimo mandato da Sindaco. Questo non vuol dire necessariamente che non mi occuperò più del nostro Canavese, anzi, lo facevo prima e per quanto possibile, lo farò anche dopo. Ho sempre creduto e credo tutt’ora nelle competenze e nelle potenzialità del nostro territorio.

Questa breve premessa per portare l’attenzione su altre competizioni elettorali che riguarderanno centri più grandi, ma che avranno importanti impatti anche sulle nostre aree.

Le elezioni che si terranno a Torino infatti non riguarderanno solo la Città di Torino, ma chi sarà chiamato a guidare la Città della Mole diventerà contestualmente Sindaco della Città metropolitana. Per i non addetti ai lavori la Città Metropolitana è quell’ente che da alcuni anni ha sostituito la Provincia e che quindi ricomprende nel suo perimetro anche il Canavese.

E’ indubbiò che la nostra Città Metropolitana sia un tantino anomala (quando si pensa ad una area metropolitana si immagina la Città di riferimento e la sua prima conurbazione) nel nostro caso, comprende 312 Comuni, da Torino a Ceresole Reale. La sua governance non è un aspetto affatto marginale perché la Città Metropolita non è una scatola vuota ma decide su diverse tematiche fondamentali: dalla viabilità, alle scuole di grado superiore a scelte strategiche negli enti partecipati ecc...

Chi ha amministrato i nostri Comuni in questi ultimi anni è consapevole di come certe scelte possano o non possano avere ricadute nella gestione e nello sviluppo dei territori esterni alla Città e prima cintura. Chi ha amministrato sa benissimo che il sistema di rappresentanza nell’Ente è per regole fortemente sbilanciato su Torino e comuni confinati. Quindi anche alla luce delle progettualità che verranno finanziate dai prossimi piani di sviluppo e che molto probabilmente vedranno come attore la Città Metropolitana ritengo sia necessario che anche nella governance trovi posto una rappresentanza dei molti Comuni più esterni, banalmente riservando il ruolo di Vicesindaco a uno di loro (ribadisco si tratta di rappresentare istanze di luoghi morfologicamente e economicamente diversi dalla Città e non di appartenenze politiche).

Personalmente ritengo però più importante la visone di connessione dei territori, che a mio giudizio anche nei programmi dei candidati a guidare la Città di Torino (sempre ricordando il doppio ruolo) dovrebbe trovare spazio. Definire dinamiche, progettualità, e coordinate comuni è utile a valorizzare e creare nuove opportunità di sviluppo economico sia per la Città che per i territori più esterni (e sono più di quante si immagini) ma è necessario condividerle, meglio prima. Disponibile ad approfondire tali argomenti. (dal blog di Beppe Pezzetto)

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