Di Elisabetta Tamietti - Canavesealcentro 

Elisabetta, è un architetto che ben presto trasforma la sua creatività disegnando vestiti, sviluppando un marchio di abbigliamento per bambini che ha esportato in tutto il mondo. Profondamente romana, i suoi nonni erano del Canavese, ha da sempre mantenuto un legame speciale con le sue origini, una passione che ha trasmesso anche alle proprie figlie. Abbandonato il mondo della moda, grazie anche alle opportunità proposte del GAL Valli del Canavese, ha avviato una serie di investimenti per ristrutturare parte di un borgo in Canavese con l’obiettivo di attrarre in loco turismo internazionale.

Abbiamo tutti bisogno di un paese in cui tornare, un po’ come diceva Cesare Pavese nella “luna e i falò”, lui era innamorato delle sue Langhe e io del verde Canavese.

Un amore intenso trasmesso da mio padre, romano di adozione ma canavesano di nascita e di cuore. E io, che vivo e sono nata romana, appena posso fuggo a Castelnuovo Nigra (Sale) tra le mie montagne. 
Le mie montagne fotografate centinaia e centinaia di volte ogni mattina, ogni sera, al tramonto, sempre la stessa foto, scattata come per bloccare un’emozione che potrebbe sfuggire o essere dimenticata …. e  che invece non viene mai dimenticata  e le mie montagne sono sempre lì ad aspettarmi con la loro maestosità .

In estate venivamo nella casa dei miei nonni, una casa antica, che ci faceva vivere una vita completamente diversa, ma per noi era un divertimento infinito fare il bagno nella tinozza o rimanere in giro nel paese fino all’arrivo della notte era una libertà rubata; quando mi chiedevano “Ma tu da Roma vieni a fare le ferie a Sale?  Sei matta?! “Capivo che il mio amore, che fortunatamente sono riuscita a trasmettere anche alle mie figlie, era ed è un amore profondo, un amore per i miei antenati, un “amore famiglia” fatto dì radici e sentimenti. 

Ricordi lontani mi tornano alla mente quando durante l’inverno a Roma sentivamo il profumo di erba tagliata ci guardavamo e insieme esclamavamo «profumo di Sale!!!».

Devo dire però che nell’età matura e grazie ad amici cari che sono riuscita ad apprezzare maggiormente le meraviglie di questo territorio pieno di storia, di natura , di panorami mozzafiato,  di balconi naturali dove il tuo sguardo si perde sulle valli sottostanti  ma soprattutto fatto dì piccole realtà,  di persone che si mettono in gioco con dedizione e coraggio, cercando di trasformare in qualcosa di nuovo il  nostro Canavese. Ho sempre pensato che tutto questo debba essere canalizzato verso la rinascita di un territorio da far scoprire, specialmente ai turisti stranieri, pieno di sfide e opportunità ed è con grande piacere che salto anch’io in questa nuova avventura. (www.canavesealcentro.it)

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