di Silvia Leto - Canavesealcentro.it

Come non notare i colori caldi che la natura ci dona in questo periodo dell’anno. Il nostro territorio, il “verde Canavese” in questi giorni abbandona il verde per vestirsi di nuovi colori. Le foglie si lasciano lentamente morire tingendosi di calde sfumature di giallo, arancio, rosso e bruno. Una magia stagionale! La natura attorno a noi inizia il misterioso e affascinante processo di mutazione: i paesaggi diventano splendide tavolozze di colore in una danza di mille sfumature che creano uno spettacolo unico. La mutazione, oltre ad essere una splendida visione per gli occhi, è anche una “terapia” per la mente e l’anima, che dona un ritmo lento e rilassante. La natura in un ultimo slancio di vita si prepara all’inverno per poi rinascere a primavera.  

E’ il “foliage”, esperienza che da diversi anni è diventata in molte zone d’Italia e non, attrazione turistica di notevole richiamo. Il termine foliage a differenza di quanto si possa pensare è un termine che deriva dall’inglese: “fall foliage”, ovvero fogliame autunnale. Il Piemonte può vantare molte mete naturalistiche-turistiche dove poter godere di questa suggestiva mutazione: la prima meta più conosciuta e indubbiamente ben organizzata e strutturata è quella del Trenino del Foliage della zona Centovalli, dove il percorso storico della Ferrovia Vigezzina-Centovalli, storica linea che congiunge il Piemonte da Domodossola alla Svizzera Locarno propone un percorso di 52 km con vedute spettacolari e scorci panoramici infiammati dai colori autunnali. Altra meta molto conosciuta è l’Oasi Zegna di Biella, nata dalla visione lungimirante di Ermenegildo Zegna, imprenditore, che acquistò i terreni della montagna sovrastante il suo Lanificio, nato nel 1910, e a partire dall’inizio degli anni ’30 avviò la messa a dimora di oltre 500.000 conifere, implementando un piano di gestione delle acque e dei suoli e facendo costruire la strada panoramica, oggi la Panoramica Zegna, via di collegamento delle “terre alte” di grandissima importanza paesaggistica.

Questi solo alcuni dei progetti turistici che hanno saputo valorizzare un territorio partendo dalla gestione del bene e passando alla promozione. Spesso il termine “valorizzazione” si accompagna alle parole “promozione turistica”. I due termini sono sicuramente correlati, ma hanno sfumature differenti tra loro. Valorizzare un territorio è un processo articolato teso a divulgare elementi di “valore”, quindi partendo dapprima dalla conoscenza di un territorio e dei suoi aspetti più profondi e caratteristici, per poi successivamente comunicare verso il pubblico enfatizzando tali aspetti con la “promozione”. In pratica la valorizzazione di un territorio fa parte di un piano di marketing territoriale, in cui è necessario pianificare strategicamente definendo le linee da seguire, le azioni e le aree di intervento. Questo processo va inserito sin dall’inizio nella pianificazione, nel quale si definiscono potenzialità, punti deboli, obiettivi e misure da adottare. Valorizzare un territorio significa dare valore al “Genius Loci”, concetto ampiamente utilizzato in architettura. Come diceva Heidegger, l’uomo abita quando riesce ad orientarsi e a identificarsi in un ambiente, allora gli spazi in cui la vita si svolge devono essere “luoghi” nel vero senso della parola. 

Spazi dotati di caratteri distintivi. Seguendo questo ragionamento possiamo dire che il nostro territorio presenta caratteri fortemente distintivi per bellezza naturalistica, storia e tradizione, ma manca di pianificazione a larga scala. Così come altri territori sono riusciti a creare un indotto turistico significativo riconoscendo e sfruttando le potenzialità offerte dal territorio, anche noi in una visione ampia e collegiale potremmo recuperare e mettere a valore le risorse culturali e ambientali locali. Le bellezze non ci mancano: Parco Nazionale del Gran Paradiso, Sacro Monte di Belmonte (Patrimonio Unesco), bellissime e selvagge valli da scoprire, aree collinari da assaggiare e vivere, tutti luoghi dove è possibile ammirare il foliage e dove il paesaggio regala scorci davvero unici. Elementi distintivi che rendono la nostra zona unica, per certi versi simile a quelle sopra citate dove sono stati raggiunti sorprendenti traguardi. L’intento di questa breve riflessione è quindi quello di suscitare interesse e voglia di fare tra i cittadini, ma soprattutto nelle amministrazioni che possono, se vogliono, trattare argomenti, proporre e suggerire nuove strade da seguire per dare una veste nuova al nostro Canavese.

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