di Beppe Pezzetto - Canavesealcentro.it 

Parlare di Sanità è sempre complesso sarà che le cifre in gioco sono sempre molto grandi, circa il 70-80%, del budget di una Regione, sarà che la pandemia ha portato ancor più in evidenza punti di forza e di debolezza, sarà che è un importante centro di potere, infine ultimo ma non ultimo, sarà che dovrebbe interessare un po' tutti noi.
Da amministratore ho toccato con mano la complessità della materia, le lotte tra le varie fazioni, o meglio le istanze dei diversi portatori di interessi quelli che gli anglosassoni ci hanno abituati a chiamare “stakeholder” (di cui le Comunità sono parte fondamentale).

Per restare sul nostro territorio del Canavese, si ha la consapevolezza della complessità della nostra ASL (Azienda Sanitaria Locale): un territorio estremamente vasto, con morfologia variegata, carenza di personale (per una errata programmazione che arriva da lontano).
Si è molto parlato di nuovi modelli di “medicina del territorio” (ed ammetto la mia ignoranza, ma nonostante le numerose riunioni a cui ho partecipato, non ho capito che cosa realmente s’intenda). La tecnologia, altro elemento di cui si parla da molto ma che poi bisognerebbe concretizzare, può in parte sopperire alle oggettive limitazioni della viabilità e del trasporto pubblico, ma anche qui alla base occorre in primis connettere digitalmente le Comunità, tutte, quelle più grandi e quelle più piccole.
Le risorse pare non siano più un problema, il PNRR sembra essere la panacea per la soluzione strutturale di criticità che si trascinano da decenni, anche se gli scenari in continua evoluzione mi portano a pensare che non sarà proprio così.
Sommariamente definito il contesto, passiamo alle cose concrete!
Nelle ultime settimane si fa un gran parlare (e ritengo sia un bene) della collocazione del nuovo Ospedale, per qualcuno di Ivrea, per altri del Canavese.

Mi permetto di fare anch’io una considerazione sull’argomento, prima però, sarà per campanilismo, vorrei essere ancora più concreto e portare all’attenzione un passaggio che a prescindere dalla collocazione del nuovo nosocomio è imprescindibile e si innesta proprio nel sistema di rete “territoriale sanitaria” che avrà come Ospedale cardine quello eporediese. 
E’ indispensabile contestualmente valorizzare gli Ospedali già esistenti e non è più procrastinabile la riapertura del Pronto Soccorso di Cuorgnè, tra le altre cose nuovo e funzionale per un territorio montano di cui è riferimento.
Passando alla collocazione del nuovo Ospedale da quanto ho letto e per quanto mi sono informato, ritengo che la terza via, quella che propone la rifunzionalizzazione del complesso del Palazzo Uffici di Ivrea possa a mio giudizio essere ottimale per alcuni oggettivi ma significativi aspetti: è baricentrica e facilmente raggiungibile dai due bacini (quello Alto Canavesano e quello Eporediese), insiste comunque su Ivrea, non prevede il consumo di ulteriore suolo ma la rifunzionalizzazione di architetture che il mondo ci invidia, è inserito nel verde ma al contempo nel perimetro urbano, prevede una compartecipazione pubblico/privato. Non so esprimermi sulla complessità della fattibilità, ma sicuramente si potrebbero realizzare significative sinergie con progetti che già insistono su quel complesso e/o che sono in itinere e che passano dalla formazione alla tecnologia tanto necessaria al comparto della telemedicina. (canavesealcentro.it)

Galleria fotografica

Articoli correlati