Erano all’incirca gli anni in cui Antonello Venditti cantava “Notte prima degli esami”, e i Righeira “Vamos a la Playa” sembra passato un secolo. I miei ricordi sono tornati precisamente li, leggendo un articolo che parlava delle probabili modalità di svolgimento degli esami di maturità di quest’anno.

Ho provato a fare un semplice esercizio, direi un piacevole sforzo di memoria, e se in quel periodo bazzicavate tra i 15 e i 20 anni provate a farlo - ricordare come vivevamo da adolescenti questo momento dell’anno: la fine delle scuole, per qualcuno la maturità, le prime giornate di vero sole, le salite in “Ciao” a Ceresole magari in macchina con qualcuno che già aveva preso la patente, le feste a casa di amici o le serate nelle discoteche della zona, e poi ci si trovava ai “tubi”.

Non sono uno psicologo, e neppure un padre, ma credo si stia parlando poco e forse in alcuni casi anche in modo superficiale delle privazioni che stanno vivendo i nostri adolescenti da oltre un anno.

Qualcuno mi ha detto: “Non siamo mica in guerra” e su questo la mia risposta è stata semplice visto che era un coetaneo a fare tale affermazione “Perché tu hai mai vissuto una guerra?”. Altri a mio giudizio in modo del tutto superficiale: “Saranno contenti, non vanno a scuola e comunque non perderanno l’anno”. No! Non sono affatto contenti di non essere potuti andare a scuola per tutti questi mesi. Non sono affatto contenti di aver dovuto mantenere un minimo di relazioni soltanto on-line.

Credo che questo periodo segnerà per lungo tempo una generazione, una generazione a cui mancheranno quei pezzi di vita che noi abbiamo potuto assaporare nelle giornate di Primavera.

Provate a pensare se quei ricordi a cui prima Vi ho invitato ad attingere non ci fossero stati, se vi avessero impedito di averli nella certezza che quei momenti non sarebbe più stato possibile viverli, se vi avessero detto che non vi sareste più seduti insieme a chiacchierare sui “Tubi”. Per questo mi sento di dire: “Forza ragazzi, supereremo questo momento e lavoreremo per costruire i buoni ricordi”. blog di Beppe Pezzetto

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